WEN – LUSSURIA – Lo sbruffone – Brunetto Magaldi

Quando frequentavo la seconda liceo classico, mi capitò come compagno di banco Marco un ragazzo che proveniva dal liceo di un’altra città.

Aveva quattro anni più di me e mi confessò, senza imbarazzo che aveva ripetuto la quarta e la quinta ginnasio mentre era riuscito a sfangare la prima liceo.

Io che ero un anno avanti di fronte a lui ero ancora un ragazzino mentre lui era già un giovanotto.

Era comunque un simpatico compagnone che, per altro, non sembrava avere troppa fretta di concludere gli studi.

Quando cominciarono i primi tepori primaverili, ogni lunedì ritornando a scuola mi faceva il resoconto delle sue avventure domenicali e delle conquiste di belle turiste straniere abbordate a Piazzale Michelangelo.

Conquiste che, nei suoi racconti, si concludevano invariabilmente o sul sedile posteriore della sua Mini (aveva già la patente e la macchina) o fra le lenzuola di un piccolo compiacente alberghetto a ore della periferia.

Io, naturalmente, ne facevo un’abbondante tara, convinto come ero, e come sono ancora, che chi si vantava tanto in quel campo, in realtà combinasse poco.

E-Bike Tour of the center of Florence & Piazzale Michelangelo :: curioseety

Finì l’anno e Marco fu rimandato in quattro materie e definitivamente respinto a settembre.

Seppi poi che l’anno dopo aveva affrontato da privatista, nel liceo di un’altra città, l’esame di maturità non superandolo ma ottenendo l’ammissione alla terza liceo.

Non abbiamo avuto più alcun contatto.

Una dozzina di anni dopo lo incontrai, in un caldo pomeriggio di agosto, sulla passeggiata di Viareggio.

Ci facemmo grandi feste poi Marco mi invitò a sederci ad un tavolino all’aperto del bar “Da Galliano” per scambiarci ricordi e notizie.

Gli dissi che mi ero laureato, mi ero sposato, abitavo ancora a Firenze e lavoravo presso una ditta di costruzioni, lui mi disse che abitava a Viareggio, non si era laureato ma aveva aperto, sulla passeggiata, un negozio di abbigliamento e di intimo (femminile naturalmente) che andava molto bene e gli assicurava congrui guadagni.

“Non ti sei sposato? “gli chiesi

“No” mi rispose “Che mi sposo a fare. Posso avere tutte le donne che voglio e quando voglio”

E aggiunse “E poi, con loro, posso fare tutti quei giochetti che con una moglie non potrei fare.“

E stava per cominciare a descrivermi i “giochetti” ma lo interruppi subito.

“Ma come fai a trovare le ragazze disponibili ?”gli chiesi incredulo e forse un po’ incuriosito.

“Ho un mio sistema” mi disse “Dapprima contatto la ragazza, mi auto presento, e dopo i soliti convenevoli, comincio a farle qualche complimento un po’ spinto e propongo qualche barzelletta salace. Se ride e non fa l’offesa, e succede quasi sempre, vado al sodo e le chiedo se vuole fare sesso con me.”

“E funziona ?”

“Funziona ”mi rispose “ funziona. Se vuoi te lo dimostro. Vedi quella ragazza che siede da sola a quel tavolino laggiù ? Stasera, novanta su cento, me la porto a letto. “

Si alzò, si avviò verso la ragazza e vidi che, dopo averle rivolto poche parole, si sedeva al suo tavolino.

Dopo qualche minuto si udì distintamente la parola “Porco !” e la ragazza si alzò di scatto e si rifugiò all’interno del bar.

Tornò da me disinvolto e neanche un po’imbarazzato.

“Ti è andata buca” ridacchiai “hai utilizzato il tuo solito sistema?”

“Ho utilizzato il mio solito sistema ma questa volta non ha funzionato. Non ha gradito i miei complimenti. Può succedere”

 “Chissà quante ragazze ti avranno detto porco o peggio”

“Sì” ammise “ tante volte, ma sono molte di più” e sottolineò quel molte di più ” le volte che mi sono portato a letto le ragazze!”

Non era cambiato, era rimasto il solito sbruffone.

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