Nella notte l’onda s’è fatta grido
Già strozzato in gola dalla paura
Di perder la speranza e poi la vita
In un profondo che non sa di cielo
La morte avanza cammina sull’acque
Su quelle falci di luna sospese
Pesanti pietre inerti che affondano
Su quel fondo renoso che ribolle
Rabbia e vergogna sibilando il vento
Della notte il sudario tutto avvolge
Ninna nanna la risacca sciaborda
Ma occhi sbarrati stanno entro al mare
Che guarda, incolpevole sepolcro
Di vite umane e d’umana pietà.
di Miriam Ticci

Struttura metrica: sonetto di endecasillabi sciolti.

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