
Lui era sogno, lui era magia
Lei era incanto, lei era amore
Fioriva aureo l’asfodelo
Candida cresceva la stellaria
Ranuncoli e nontiscordardimé
Sfioravan le loro caviglie
E anche linaria e scilla.
Lui le baciò gli occhi
E raccolse un mattone
Lui le bacio le spalle
E raccolse un altro mattone
Another brick in the wall
Lui le baciò l’ombelico
E raccolse un mattone
Another brick in the wall
Lui le baciò le ginocchia
E raccolse ancora un mattone
Another brick in the wall
Lui le baciò i piedi
E le regalò un muro
Un muro bianco.
Lei allora decise di dipingere quel bianco
Di colmarlo
Decise di dipingere il loro amore
Ma lui le fermò la mano leggera.
Lei allora decise di dipingere il futuro
E lui non osò fermarla
Lei si guardò attorno ma non aveva colori
Raccolse allora la terra
Raccolse fiori
Iberidi e gaillardia,
celidonia e cipripedio.
Raccolse i raggi del sole
Raccolse pezzi di cielo e dipinse
Dipinse una spiaggia
Sulla spiaggia c’era un marinaio
Sulla spiaggia sedeva un pescatore
La spuma del mare bagnava i loro piedi
Il marinaio sognava un seno immenso
In cui approdò secoli addietro
Il pescatore piangeva lacrime amare
Ripensando a sua moglie e a suo figlio
Il pescatore sedeva di fronte al marinaio
In mezzo a loro la donna
Il grande immenso seno
La stessa donna?
A dividerli?
A unirli?
In mezzo a loro la spuma
La spuma del mare
A dividerli?
A unirli.
Il pescatore piangeva
Pensando a sua moglie, a suo figlio
E a quel treno
Interminabili vagoni
Sparati in una folle corsa.
Donne. Donne e bambini.
Deportate da una legge crudele.
Deportati dal gelido odio di un popolo.
Donne e bambini
Accalcate. Sudanti. Assetati.
Disperate ma in lotta.
In lotta persino tra loro.
Per un poco di spazio.
E un militare beffardo
Un militare saccente le sfidava.
Le sfidava a un gioco.
In palio la vita.
La vita di un solo bambino.
Di un solo bambino.
Di uno solo.
Uno.
La morte per gli altri
O un incerto destino.
Le sfidava con stupide domande.
Un solo premio.
Disperato.
E il treno correva.
E le donne spingevano per essere più vicine
Più vicine a quell’assurda speranza.
Più vicine a quel diavolo.
E ogni donna era strega
E quei bambini erano ormai solo spiritelli.
Tutti.
Tutti tranne uno.
Forse.
Il treno viaggiava in un tunnel.
Non c’era luce.
Solo domande crudeli.
E spinte.
Poca speranza.
Una coda di fuoco.
Interminabili fiamme.
Fiamme che risalivano.
Fiamme che non facevano distinzione
Tra vittime e aguzzini.
La fine davanti.
La fine dietro.
Lame come denti di pettine
Tra i binari.
Lame tra le ruote dei vagoni interminabili.
Spirito spiritello
Vieni folle folletto
Magica maga vieni!
Solo la magia
Solo la fantasia
Potrebbe salvarle
Potrebbe salvarli.
Il pescatore non sapeva.
Il pescatore non conosceva la storia.
Il pescatore era felice
Quando costruì un bianco muro
Un muro per la sua amata.
Pensava di aver pescato la fortuna
Il pescatore più ricco del mondo
Ma il treno corre
Nel tunnel
Verso spade d’acciaio
Inseguito da spade di fuoco
Popolato di demoni e streghe e bambingesù
Corre il treno nella notte della montagna.
Il treno sussulta
Le streghe e i folletti lanciano un grido
Il diavolo saltella
Saltella ma ripete la sua domanda.
Il treno esce dal tunnel
Nella luce
Rossa
Di tramonto
Di tramonto sanguigno.
Sotto il sole che cala c’è il mare
Sulla riva del mare un marinaio
Un marinaio e un pescatore seduti
Il marinaio racconta la sua storia
La storia di un treno
Una storia che il pescatore conosce
Una storia che non ha bisogno di quel tramonto
Per essere vera
Una storia che il pescatore ha già letto
Letto su un muro che era stato bianco
Dipinto da una fata
Divenuta strega e divenuta fantasma
La storia di un treno
Un treno su cui un giorno salirono
Paola, Anna, Sandra e Simy
Un treno su cui salirono
Donne
Donne con il frutto del loro cuore
Un treno su cui un giorno salì lei.
Un treno che deraglia
Sulle lame
Ed ecco che piove
Una pioggia di sorrisi tristi che vanno a morire
Una pioggia che non può spegnere il fuoco.
Una pioggia che non può sostenere la corsa folle
Una pioggia che da terra sale verso il cielo
Pioggia d’anime
È in quel momento che ti vedo
Sei lì
Ritta su un unico piede
Con ali di tulle
Una gamba protesa nel vuoto
Prima immobile
Ora danzi
Sei tu
Sei tu
Immancabile
Sei venuta a prenderli
Ed è subito luce.
Un’esplosione fantasmagorica di luce
Una supernova.
Un novello big bang
Il treno abbandona i binari
Si solleva da terra
Attraversa il ponte
E si leva in volo
Con un unico multiforme grido
Sei giunta in anticipo
Hai voluto ballare a effetto!
E ti sei portata via tutti
Anche il predestinato
Anche il diavolo
Anche le streghe
E i folletti
E gli spiritelli
E i colori
E il giorno
E la notte
E la speranza
Ed è rimasto solo
Solo un pescatore
Un pescatore solo
Un pescatore che guarda
Le spalle di un marinaio che si allontana
Dopo aver scaricato tra la sabbia e la spuma
Il suo fardello di dolore
Il suo fardello di storia.
Una storia che il pescatore conosceva
Per averla temuta per mesi
Per averla fissata per ere
Per averla impressa negli occhi e nel muro
Ma non per questo meno dolorosa
Per il suo povero cuore
E il tramonto è così rosso
Che non riesce più a respirare.
Tra le mani tiene un mattone
Dipinto di un futuro che ormai è passato
Lo terrà sempre con sé
Perché mai ha ricevuto prima
Mai ha ricevuto prima un così
Dolce e terribile regalo.
Guarda il mattone
Guarda il cielo
Lontanissimo
Denso di lune.
Oggi di più.
Raccoglie il mattone.
Lo depone in terra.
Si avvicina al muro.
Mattone dopo mattone lo smonta
E dispone in terra
Quel disegno
Non come lapide
Ma a piastrellare il cammino
Che conduce dalla felicità al dolore.
O dal dolore alla felicità
Anche se questo è
Un cammino ancora
Da definire.
Firenze, 12/10/2003

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