
Era l’aprile del primo anno del ventesimo secolo, il 1901.
Dopo il rigido inverno, il piacevole tepore della primavera e gli alberi fioriti avevano spinto gli abitanti a ricominciare a frequentare il parco con il laghetto che era al centro della loro piccola cittadina.
Le mamme e le governanti, vi avevano portato i loro bambini che, dopo tanti mesi di grigie giornate passate fra le mura di casa, ora si scatenavano urlando, giocando e rincorrendosi lungo i vialetti e sui prati coperti di fiori.
Alcune servette (allora si chiamavano ancora così) ne avevano approfittato per incontrarsi con il loro moroso, pur non mancando di tenere costantemente d’occhio le creature che erano state loro affidate.
Su una panchina due signore di mezza età, chiacchieravano fra di loro e fra pettegolezzi vari, la conversazione cadde inevitabilmente sulle prospettive e sulle aspettative che il nuovo secolo avrebbe portato.
<<Chissà cosa ci porterà questo nuovo secolo, le premesse non sono delle migliori>> disse una<< l’anno scorso hanno assassinato il re d’Italia e tre anni fa è stata assassinata la cara Sissi, la consorte del nostro amato imperatore Francesco Giuseppe>>
<<Sono stati gli anarchici, brutta genia, e poi ci sono quei senza Dio dei socialisti, i nichilisti, i massoni e poi ancora ci sono gli ebrei che con i loro soldi li finanziano per destabilizzare gli stati legalmente costituiti e provocare le sommosse>>
<<Bisognerebbe eliminarli tutti>>rispose l’altra<<Ci vorrebbe qualcuno che ci pensasse seriamente. Un uomo forte che facesse una bella pulizia degli ebrei e poi anche degli zingari e dei tanti pervertiti che inquinano le nostre città. Io sono tanto preoccupata per il mio Dodino. Che mondo si troverà? Poverino è senza padre perché mio marito è morto due anni fa, e io cerco di fare da madre e da padre ma non so se ne sono capace e per quanto tempo ne avrò la forza>>
<<Ne sarà capace senz’altro, la conosco da tanto tempo e l’ho sempre tanto apprezzata. Del resto forse è un po’ presto per preoccuparsi. Dodino quanti anni ha? Dieci o undici se non mi sbaglio>>
<<Quasi dodici, ma il problema è che è sì intelligente, ma a volte ha degli scatti d’ira incontrollati ed è forse proprio per questo che lo tengono a distanza e che non riesce a fare una vera amicizia con nessuno dei bambini della sua età, e lui si rinchiude in sé stesso>>
<<Passerà signora è ancora troppo piccolo, col tempo maturerà e migliorerà il carattere. Lo vedo laggiù da solo seduto al tavolino. Che sta facendo?>>
<<Disegna. È la sua grande passione. E fa disegni molto ben fatti per la sua età. Per il suo ultimo compleanno gli ho comprato una tavoletta su cui disegnare, una risma di fogli da disegno ed una scatola completa di matite e pastelli di tutti i colori. E fa tanti bei disegni, e non lo dico perché sono la sua mamma. Vorrei che li vedesse>>
Si alzò dalla panchina e cominciò a chiamare <<Dodino, Dodino vieni a far vedere i tuoi disegni alla signora!>>
Al richiamo della madre Dodino lasciò la sua posizione, raccolse i suoi fogli in una cartelletta e si avviò lentamente verso la panchina dove era sua madre e l’altra signora.
Era un ragazzino magro un po’ più alto per la sua età, con capelli lisci neri che separava con una riga laterale.
Si avvicinò alla signora, aprì la sua cartellina e, senza dire una parola, le mostrò una ad una le sue opere.
La signora le esaminò attentamente e alla fine esclamò:
“Sono bellissimi, si vede che ha del talento. Non si dovrà preoccupare per il suo futuro. Vedrà quanti lo apprezzeranno, signora Hitler “
E la sua profezia purtroppo si avverò: furono molti, troppi i fanatici criminali che lo apprezzarono.
Ma non per la sua pittura.
di Brunetto Magaldi

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