WEN – POESIA – Cosa dipinge un poeta morto? – Carlo Menzinger

Cosa dipinge un poeta morto?

Cosa dipinge un poeta senza vita?

S’affaccia alla finestra

S’affaccia alla finestra e vede un piccione

S’affaccia alla finestra e sente tubare

S’affaccia e si sente turbato

E dipinge ondeggiare di penne

Tra tegole e comignoli

Tra comignoli e tegole

Sotto un cielo plumbeo ma avaro di piogge

Avaro verso una terra riarsa.

E tutto si tinge di metafora

Metafora di una vita morta

Di un poeta morto

Di chi non vive

E vede nel volare incerto del triste pennuto

La propria prigionia

La prigionia di un’anima

Cui le ali non danno sollievo

Cui non bastano le ali per levarsi in volo

Verso le alte cime

Di montagne troppo lontane

Anche solo per essere sognate.

Cosa dipinge allora un poeta vivo?

Un poeta vivo non ha tempo per dipingere

Un poeta vivo non ha tempo per affacciarsi

Per affacciarsi sul mondo

Perché nel mondo vive

Non ha tempo di simpatizzare con i piccioni

La sua poesia è la vita

Un poeta vivo non ha tempo per scrivere

Un poeta vivo fa poesia

Un poeta vivo è poesia

Ma di lui non ci resterà un solo verso

Di lui non resterà una rima.

Firenze, 11/10/2003

Da “Spada d’inchiostro” di Carlo Menzinger di Preussenthal

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