
Un giovane poeta travestito da assassino
ghigna lungo e sottile
dalla ringhiera dentuta delle scale.
Ghigna e sorride
seduto lungo e sottile
di malinconia
sui gradini d’ombra.
Un giovane poeta assassino
sporge la sua triste faccia crudele
lunga e sottile tra mucchi di carte
verso il sole
come un albero tra i rovi
s’allunga e stringe
e stenta a vedere la luce.
Spara gocce d’inchiostro
contro le pareti del mondo.
Spara gocce d’inchiostro
il giovane poeta assassino
senza parole
nelle scale buie
d’una casa di provincia
piena di gatti.
Miagola il poeta
alle porte chiuse
d’una vita non sua.
Chiede d’entrare
ma subito fugge via
verso il sole.
Lungo e sottile
cordiale e scontroso
sale e scende le scale.
Esce
dopo un po’
nel sole
dinoccolato
balla con gli occhi.
Si ferma
si nasconde
e spara gocce d’inchiostro.
Roma, 22/09/1983

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