Quanti siamo
Quando ho letto l’annuncio pubblicitario della Società A.N.S.I.A. che cercava persone interessate ad affrontare un’interessante esperienza, unica nel suo genere, di viaggio per single, non ho avuto dubbi. Ho risposto immediatamente, dando la mia disponibilità.
Al telefono una voce fredda e stereotipata mi ha chiesto l’età e se ero impegnato in qualche tipo di attività che potevo lasciare per almeno un mese. Ho risposto adeguatamente a tutto e ho preso appuntamento per il giorno successivo.
Adesso sono qui; corridoio bianco e sedie in plexiglass rendono l’ambiente asettico. Sono da solo. Aspetto con crescente ansia. Appare, vestita di bianco, capelli biondi legati con un nastro azzurro, dello stesso colore degli occhi.
«Sig. Colombi?»
«Sì, naturalmente!»
«Mi segua, prego!»
La stanza è la conseguenza naturale del corridoio, bianca e fredda allo stesso tempo. Sono entrato da solo e la porta si è richiusa alle mie spalle. Sbircio i quadretti appesi al muro cercando di capire dove mi sto avventurando. Una foto dai colori surreali di un grande cerchio fumante colorato in giallo, blu, turchese, marrone e verde attrae la mia attenzione: è la Grand Prismatic Spring nel parco nazionale di Yellowstone, nel Wyoming.
«Bella foto, vero!» esclama una voce squillante alle mie spalle.
Lei è mora con i capelli corti e ha un grazioso paio di occhiali che sembrano sul punto di scivolare sul naso perfettamente all’insù.
«Lo conosce?»
Scuoto la testa. Ho viaggiato pochissimo e sempre in Europa. Aspettavo sempre un’occasione. Sarei voluto partire con la mia Donna, se ne avessi avuta una, oppure con una comitiva straordinaria di amici, ma, per il momento, di comitive, non ne possedevo neppure una ordinaria.
«È veramente affascinante, creda! E la foto le rende veramente poco merito. Vedesse dal vivo! Ma a lei piace viaggiare?»
“Sì, moltissimo, anche se in verità ne ho fatti molto pochi di viaggi. Attualmente solo qualche capitale Europea…»
«Bene, allora se la sentirebbe di fare un viaggio sperimentale con noi?»
“Dove andremmo?»
«All’interno del lago per verificare se ci sono collegamenti con altre sorgenti di acqua calda. Vede abbiamo bisogno di persone comuni lontane dal nostro settore specialistico per verificare come possono reggere l’ansia dell’impatto termo geologico. Come Lei saprà, il nostro pianeta va verso un surriscaldamento globale, quindi stiamo testando materiali a tenuta termica da parecchi anni ed abbiamo già numerose informazioni da astronauti sulla resistenza del corpo umano allo stress del calore. Quello che alla fine ci manca è la verifica di come un uomo comune, mai addestrato né psicologicamente né fisicamente, possa reagire a questo tipo di input. Che ne pensa? Sarebbe interessato provare?»
«Quanti siamo a far parte dell’equipaggio?»
«Mi dispiace, ma non sono autorizzata a dare alcuna di informazione di questo tipo, per via della privacy. Lei comunque avrà una ricompensa di 500 milioni di euro e sarà formato per circa 20 giorni. Il viaggio all’interno del bacino durerà solo 2 giorni, poi rientrerà a casa dopo aver visitato il Parco dello Yellostone, se lo gradisce, con apposito accompagnatore privato.»
“Perché proprio io?»
«Veramente è lei che ha risposto all’annuncio!»
«Almeno sapere quanti siamo! Se qualcuno lo ha già fatto!»
«Sapere se siete in due oppure in dieci le cambierebbe qualcosa? Pensi al grande aiuto che lei darà alla conoscenza del mondo. Quando il nostro pianeta sarà surriscaldato, lei avrà contribuito a trovare una via di salvezza. Infatti il Grand Prismatic Spring non si modificherà, sarà già testato e potrà accogliere un prototipo, l’ultimo rimasto della specie Umana!»
Mi sento smarrito: da una parte la curiosità, dall’altra la paura dell’ignoto.
«Per quanto tempo gli abitanti della terra non hanno preso in considerazione il surriscaldamento! Per quanti anni hanno continuato a inquinare, a gettare spazzatura indifferenziata, gas nell’atmosfera, Monossido di Carbonio e finalmente avrete quello che vi meritate….La Morte!»
Parla in modo concitato, gli occhiali le saltellano sul naso, si è alzata in piedi e il tono della sua voce è divenuto squillante e aggressivo.
Faccio per alzarmi anch’io, ma delle maniglie in acciaio mi bloccano polsi e caviglie. Tremo: «Scusi, scusi» Riesco a balbettare: «Ma io, che c’entro?»
«Tutti uguali, questi umani – non è mica colpa mia- solo questo sapete rispondere!»
Nel frattempo il viso della donna si sta scomponendo, si è aperto e dalla spaccatura spunta un globo rosso, pieno di bitorzoli violacei.
«Cosa hai da guardare? Sono il capo Coronos Virus Secundus. Se non salvaguardiamo la specie umana, mi dica lei, come farà la mia di specie a riprodursi e a sopravvivere?»
Sandra Torrini


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