
Mi aspetta una sirena.
Accovacciata dentro una pietra
E non sopra. Ne viene fuori.
E noi ne discutiamo.
Arretra nella sua disincantata
Allegria. Si fa più cupa
Man mano che sale il malumore.
Ma non rinuncia a venirne fuori
Tale e quale rimane il suo candore
Così com’è nata. Da una idea
Ormai oltraggiata di libertà
Di sofferenza vana e malumori
E quando sarà nata se ne andrà
Lasciandomi soltanto
Un’affascinante cantilena.
Trafitta dalle schegge di marmo
Bagnata dal sudore
Mi aspetta una sirena

Francesco Cento


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