WEN – SICCITÀ – Fine della siccità – Miriam Ticci

Ululan lupi in cielo galoppando
Grigio più bigio quel tuono trapassa[1]
Nella tana la biscia s’avviluppa
E in cuor suo già gusta
Dolce il lambire dell’acqua piovana
Greve piovuta sul filo dell’erba
Che luteo metronomo[2]
Batte il tempo della pioggia cadente
Sul dorso glabro delle aride zolle.
Il vento intumida[3] le nubi in cielo
La frasca sferza con le sue picce[4]
Di pesche mature, che staccate d’un
Tratto a terra cadono con un tonfo
 Sonoro: entro al marcio della polpa
Il seme[5] s’intravede;
Sempre così legate vita e morte
Pei secoli in eterno
Alla mente che attonita le osserva.

di Miriam Ticci

Schema metrico: Due strofe di endecasillabi sciolti e settenari sparsi.


[1] Trapassa: la saetta e il tuono passano attraverso il cielo divenuto ancor più bigio per l’accumularsi incessante  di nubi scure.
[2] Luteo metronomo: il filo d’erba, ingiallito dalla siccità, oscilla al cader della pioggia.
[3] Intumida: intumidisce, fa gonfiare.
[4] Picce: coppie di frutti, che si susseguono lungo una frasca.
[5] Seme: il nòcciolo ovvero l’endocarpo che contiene il seme vero e proprio, familiarmente chiamato anche “osso”.

Una risposta a “WEN – SICCITÀ – Fine della siccità – Miriam Ticci”

  1. Avatar Giovanna Olivari
    Giovanna Olivari

    Già vedi la fine. Della siccità, intendo. Ci illudi all’ottimismo. Ma la pioggia che verrà svela l’arcano. “Sempre così legate vita e morte”.
    PS Non penso necessarie le note. L’arcano è l’arcano. E se hai scelto parole ricercate, lascia che chi non ne è avvezzo ….le ricerchi!

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