WEN – SORPRESA – Aglio – Luigi de Rosa

Era notte, le tenebre avvolgevano la città come la mano di una divinità malvagia, pronta a distruggere qualsiasi cosa per puro capriccio.
Il buio era acuito dalla mancanza di luce dei lampioni, ennesimo segno di una città sempre più abbandonata al proprio destino, di cui nessuno si preoccupava.
E questo era un bene per Lui.
Era una Creatura della Notte, le tenebre erano una sua prosecuzione naturale, un arto che si allungava dal suo corpo e che lo rendeva più grande e potente. E in quel buio trovava, sceglieva, e uccideva le sue prede.
Perché Lui era un Vampiro.
Il predatore alfa per eccellenza, il più grande assassino della Terra, oppure il suo Salvatore, perché coloro di cui si nutriva erano i membri della popolazione più invasiva e distruttiva del mondo, gli Umani.
Otto miliardi di prede, quindi la Sua sete insaziabile poteva trovare libero sfogo, aiutata dalla sempre più massiccia presenza di disperati, miserabili e sfortunati che vivevano per strada abbandonati come la loro città, le cui tenebre diventavano un rifugio, per nascondere la loro condizione per cui provavano una grande vergogna.
Il Suo sguardo da pipistrello individuò il suo prossimo pasto.
Un uomo barcollante, vestito in modo pesante, indebolito e stordito da una delle tante sostanze che l’Umano aveva creato per intossicarsi e uccidersi da solo. Nessun’altra forma di vita era così autodistruttiva, quindi il Vampiro trovava ancora più gusto a nutrirsi degli Umani. Il sangue di coloro che abusavano di alcol e droghe non era buono come quello degli individui sani, ma avrebbe sempre avuto tempo per un “pasto salutare”.
Sfruttando il potere dell’ombra si avvicinò silenziosamente ma velocemente alla vittima. L’odore acre della sporcizia in cui l’Umano aveva sostato a lungo era quasi più forte dell’odore del suo sangue, ma non importava, perché il sapore avrebbe compensato.
Proprio come gli Umani trovano l’odore di alcuni formaggi e del tartufo troppo pungenti, poi si rifanno sempre con un assaggio.
E il Vampiro stava per fare altrettanto.
Ormai era alle spalle dell’Umano. Spalancò la bocca e lasciò che i canini si allungassero, pronti ad incidere le vene da cui succhiare il nettare rosso.
Ma la vittima si girò improvvisamente, trovandosi faccia a faccia con il suo predatore.
<Sorpresa!>
L’Umano spalancò la bocca e alitò dritto in faccia al Vampiro. Il freddo glaciale e cadaverico della creatura notturna venne schiacciato da una mefitica aria calda che invase il suo volto, soprattutto le sue narici.
Un odore inconfondibile che il Vampiro riconobbe all’istante.
Aglio.
Si portò le mani alla gola, improvvisamente non riusciva più a respirare. I canini arretrarono, le forze gli vennero meno, costringendolo ad inginocchiarsi, ma improvvisamente il suo corpo divenne troppo pesante, e cadde a terra, senza riuscire a lamentarsi perché quel veleno lo aveva paralizzato del tutto.
Ora era supino, vulnerabile, indifeso, e alla mercè di quella che doveva essere la sua vittima.
<Allora Succhiasangue….mica ti dispiace se ti chiamo così> disse l’Umano beffeggiando il Vampiro.
In una mano stringeva l’aglio, mentre nell’altra un coltello. Sotto lo sguardo disgustato della creatura della notte, si tagliò un altro spicchio di aglio che poi portò alla bocca ancora attaccato al coltello.
<Sei allergico all’aglio, vero? Me l’avevano detto, ma non ci credevo. Sai, pensavo fosse uno di quei luoghi comuni di origine medievale. E invece, guarda come sei ridotto>
Il Vampiro avrebbe sparire e riapparire alle spalle di quel maledetto, ma non poteva. L’aglio annullava tutti i suoi poteri.
<Ma non ti preoccupare. Ho qualcosa che lenirà la tua sofferenza. O meglio…> disse sorridendo mentre metteva via l’aglio. <….che porrà fine alle tue sofferenze>
Dalla giacca estrasse un paletto.
Il Vampiro non aveva più dubbi: quella che credeva essere una preda, era in realtà un Cacciatore.
L’Umano mise via anche il coltello, e al suo posto comparve un martello.
Con i due oggetti saldamente in mano, si posizionò sopra il Vampiro e si mise a cavalcioni su di lui.
<Ancora poco e sarai libero dalla tua condizione> disse.
Mise il paletto sopra il cuore del Vampiro e alzò il braccio con in mano il martello.
<E uno>
Il martello colpì con forza brutale il pezzo di legno, che trapassò la carne fredda. Il Vampiro non riuscì nemmeno ad urlare a causa della paralisi, rendendo il suo dolore ancora più grande.
<E due>
Il secondo colpo spedì il paletto ancora più a fondo. Il Vampiro lo sentì appoggiarsi sul suo cuore fermo e morto, eppure sede ancestrale della sua Non-Morte.
<E tre>
Il paletto entrò quasi del tutto dentro il Suo corpo. Sentì il cuore spaccarsi in due sotto l’urto del legno appuntito.
Qualsiasi cosa fosse la sua esistenza, se Non-Vita o Non-Morte, ora era definitivamente giunta al termine.

Una risposta a “WEN – SORPRESA – Aglio – Luigi de Rosa”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Fantastico! Inaspettato, davvero una sorpresa anche per chi legge.

Rispondi