WEN -SUPERBIA – La superbia dell’uomo – Carlo Menzinger

Mentre Ismaele entrava, una donna uscì dalla stanza con l’aria pensierosa. Eleonora lo salutò e lo fece accomodare alla sedia davanti alla propria scrivania.

Il Comandante Lem l’aveva incaricata di fare alcuni colloqui con il personale della Xiwang.

«Buongiorno Ismaele. Ismaele Richardson, vero?»

L’uomo annuì torvo.

«Sei un tecnico degli impianti di filtraggio dell’aria?»

«Sì.» bofonchiò l’uomo, senza guardarla in viso.

«Sai il motivo di questo colloquio?»

«Chi non lo sa, sulla nave.»

«Stiamo cercando dei candidati per farsi immettere del DNA fruchtabariano nel proprio. Fruchtbar è un mondo meraviglioso, ricco di vita, come dice il suo nome in tedesco, ma ci percepisce come alieni e non ci permette di vivere sulla sua superficie. Mio marito Paolo e io ci siamo fatti innestare dei geni di ippolusto e ora questo mondo ci accetta e possiamo viverci come se ci fossimo nati…»

«Un’aberrazione…» borbottò Ismaele.

«Come?» chiese l’esobiologa.

«Dio c’ha creato uomini. È peccato davanti ai suoi occhi modificare il creato.»

«Capisco la tua fede, Ismaele, ma l’uomo si è sempre adattato al mondo. Da tempo la chirurgia interviene a modificare i nostri corpi, usiamo protesi…»

«La genetica ci modifica nel profondo. Siamo umani. Non siamo come quelle bestie immonde. Perché dovremmo mescolare il nostro sangue con quegli ippolusti come avete fatto voi o con altri alieni? Dobbiamo restare umani. Siamo una razza superiore, creata a immagine e somiglianza di Dio.»

«Isamele, io non credo in Dio, ma so che chi come te ci crede, pensa che Dio abbia creato l’intero universo e le sue creature, anche gli ippolusti, le tartavalve, gli immodonti e le farfallottere di Fruchtbar…»

«Solo l’uomo, però, è fatto a immagine e somiglianza di Dio.»

«Pensi quindi di essere più simile tu a Dio degli esseri di Fruchtbar?»

«Certamente.»

«Lo sai, che se non accetti di mescolare il tuo DNA con il loro, non potrai mai scendere su Fructbar e dovrai trascorrere la tua vita in orbita nella Xiwang? È questo che vuoi per te? Non abbiamo più la Terra cui tornare.»

«No. Non lo voglio. Sono stufo di questa astronave. Voglio scendere. Dio c’ha donato questo nuovo mondo da conquistare.»

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«No, Ismaele. No. Fruchtbar non è un pianeta da assoggettare. Non dobbiamo commettere lo stesso errore che abbiamo fatto con la Terra. Pensavamo di poterla sfruttare a nostro beneficio, l’abbiamo distrutta e siamo dovuti fuggirne via. Non rifaremo lo stesso errore. Pensaci. Non devi per forza scendere con il primo gruppo di coloni.»

«Dio ha creato gli animali per servire l’uomo. Le bestie di questo mondo non fanno eccezione.»

«Mi dispiace, ma non sono d’accordo. Non ti metteremo in lista. Ora devo passare al prossimo candidato. Buona giornata.»

L’uomo se ne andò altezzoso, senza neanche salutare.

di Carlo Menzinger di Preussenthal

Racconto per la Saga di Fruchtbar.

Una risposta a “WEN -SUPERBIA – La superbia dell’uomo – Carlo Menzinger”

  1. […] La superbia dell’uomo – racconto per la saga di Fruchtbar […]

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