Una brezza proveniente da lontano
spettina l’erba selvaggia del giardino,
la riempie di onde come il libeccio il mare,
del salice agita le chiome sciolte
e l’edera che deborda sopra il muro.
La giornata appare ancora cristallina,
ma all’orizzonte si aggruppano in un branco
nuvole sparse, poi insorgono col vento
e avanzano insistenti.
Nell’angolo,
che il rosmarino conquista col profumo,
cerco i vellutati ciclamini fuori
tempo e le foglie ingiallite che, frementi,
scintillano d’intorno come uccellini
in volo sul pane che sminuzzo loro.
Sono un nibbio solitario, preferisco
rimanere un po’ sospesa, ma poi scendo
in picchiata sopra il campo a saziarmi anch’io,
ostinata e pronta a ripartire in cerca.

di Maila Meini

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