Si era trasferita da circa due settimane; era da un po’ di tempo che ci stava pensando.
Aveva ormai raggiunto una certa età, aveva i suoi acciacchi e aveva pensato che in questo modo non sarebbe più stata di peso per sua figlia e la sua famiglia.
Ne avevano parlato insieme, valutato attentamente i pro ed i contro e infine lei aveva preso la sua decisione definitiva.
Così, un Sabato mattina, i suoi familiari l’avevano accompagnata nella sua nuova residenza.
Avevano atteso che si fosse sistemata e poi l’avevano salutata; sarebbero tornati presto a trovarla.
Lei si era ambientata quasi subito.
Lì era proprio come le avevano raccontato, tranne per quel fatto della leggerezza di cui tanto aveva sentito parlare.
Nonostante quel piccolo dettaglio, lì si sentiva tranquilla e rilassata, anche perchè era in ottima compagnia; vi erano molte persone della sua età, ma anche qualcuno più giovane che evidentemente aveva avuto qualche problema ad un certo punto della vita.
Ogni tanto pensava a quella leggerezza che avrebbe dovuto esserci, ma che a lei proprio non risultava.
Poi però il pensiero andava ad altro; lì si stava benissimo. La struttura era in periferia, immersa nel verde e lontana dal trambusto cittadino; era un paradiso.
La cosa che le piaceva di più era stare all’aria aperta, in mezzo all’erba, nel tepore del sole e adorava ascoltare le voci di coloro che passavano al di là del muro di cinta e il rumore delle auto che percorrevano la vicina statale.
Era tutto esattamente come lo aveva immaginato, tranne quella cosa della leggerezza. Ma quello era solo un piccolo neo, perché i momenti di tranquillità erano tanti.
Durante quelle due settimane i suoi erano venuti a trovarla un paio di volte e per lei era stata una soddisfazione passare un po’ di tempo con loro e ascoltare i racconti delle innumerevoli esperienze fatte dal suo nipotino ai centri estivi.
Sarebbe stato tutto perfetto se non fosse stato per quella piccola delusione; quella leggerezza che aveva sempre immaginato di trovare lì, ma che invece non c’era affatto e, a dire il vero, questo un po’ la disturbava.
Per fortuna però accadeva sempre qualcosa di soddisfaciente che la distoglieva da quel pensiero. Come la settimana scorsa, quando si era trasferita lì anche la sua vicina di casa.
Lei adorava quella signora delicata e gentile e sempre di compagnia; quindi non poteva essere più felice di così.
Non avrebbe potuto chiedere di meglio, se non un briciolo di leggerezza in più.
A quel punto si rese conto che questo cominciava a essere un chiodo fisso; il fatto era che su questa cosa ci aveva contato fin da subito, soprattutto perché gliela avevano augurata tutti quelli che erano venuti a casa a salutarla, prima della sua partenza.
E invece no; quella leggerezza proprio non la sentiva e non era la sola.
In effetti per passare il tempo spesso aveva parlato della cosa con gli altri residenti della struttura ed erano giunti alla conclusione che dovevano fare qualcosa, perché quel piccolo dettaglio che non quadrava avrebbe potuto rovinare la tranquillità della loro permanenza in quel posto.
Adesso quella mancanza di leggerezza iniziava ad essere fastidiosa, a tal punto che avevano deciso di protestare con la direzione della struttura.
Non erano stati affatto corretti con loro, perché quel posto era sì stupendo e quasi tutto lì era come veniva pubblicizzato, i colori, i suoni, la pace, la tranquillità, il riposo, tanto riposo, tranne quell’unico punto; quel metro di terra sopra le loro teste non era affatto lieve.
di Silvia Taccagni


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