
Renato Campinoti ci riprova con questo secondo libro a ripercorrere le tracce di storia che ha lasciato la casata dei Medici a Firenze.
Altri sei racconti che narrano dei personaggi che hanno vissuto nei secoli d’oro di Firenze e hanno contribuito a che la città acquistasse l’importanza che l’ha resa famosa nel mondo.
Alcuni dei protagonisti dei racconti sono personaggi famosi, di quelli che basta dire il nome e tutti dicono: «Ah, si i Medici!», ma alcuni, potremmo dire di contorno, non sono da meno. È vero che il cognome Medici surclassa tutti, ma leggendo questo agile libro, edito da a.l.a. libri, si fa la conoscenza di alcuni intellettuali dell’epoca i cui nomi non sono da meno dei blasonati “Padroni di Firenze”.
Renato ha giocato la sua narrazione sul thriller, andando a scovare alcuni episodi storici su cui, da bravo fiorentino curioso, si è fatto delle domande. Quindi, mentre la storia principale si snoda attorno agli onnipresenti Medici fanno la loro comparsa personaggi che solo coloro che si addentrano nella storia di Firenze riescono a identificare o, come me profana non fiorentina, perché li hanno sentiti nominare sullo stradario della città.
Benedetto Varchi, Giorgio Vasari, Francesco Redi, Gianbattista Doni, Benedetto Bresciani, sono i “comprimari” di tutto rispetto che ci accompagnano nella lettura e che indagano, tra carte ritrovate e intrighi di palazzo.
Ogni racconto è una piccola storia a sé, piacevole da leggere per lo stile che Renato Campinoti riesce a rendere al racconto. Piccoli misteri del passato che rivivono nelle pagine di “Altri Medici a modo mio”.
Storie vere? Beh, no! Non si tratta di un saggio storico; sono storie verosimili, basate su una bibliografia accurata, ma arricchite dalla fantasia dell’autore che ha voluto omaggiare per la seconda volta i personaggi del periodo aureo della città del giglio rendendoli vivi e presenti. Aneddoti, intrighi, sussurri di palazzo, ce ne erano sicuramente anche allora e Renato ha saputo dar loro voce con la sua penna arguta e la scrittura scorrevole e coinvolgente
Renato è un amico, permettetemi di chiamarlo per nome!
Bravo Renato!

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