
Quando mi è stato detto che Vivian Lamarque sarebbe stata a Firenze a presentare il suo ultimo libro di poesie, non mi sono fatta scappare l’occasione di andare a conoscerla. Volevo vederla di persona dopo avere letto e amato tante due poesie.
Ho cominciato a leggerei suoi componimenti ad Anghiari non ricordo in che occasione, ma sicuramente in qualche seminario o corso, forse a fare da intermediario è stato proprio Demetrio.
Amo le sue poesie perché sono semplici, brevi a volte lapidarie, ironiche; poesie che vanno diritto al punto, e che esprimono emozioni che arrivano dirette al cuore.
Lei è proprio come me l’ero immaginata, una donna avanti con gli anni, capelli bianchi pettinati semplicemente, una voce non forte, ma vibrante. Una donna che ispira dolcezza e una innata simpatia, una nonna che racconta storie con la poesia.
Anche il titolo è particolare: “L’amore da vecchia” Perché mai vecchia? L’editore voleva farglielo cambiare, ma lei ha insistito per tenere la parola vecchia. «È così bella e mi rappresenta» ha detto.
Il volume è suddiviso in varie sezioni che raccolgono le poesie per temi: l’amore per gli animali, per la natura, l’amore per la famiglia, per il cinema, i viaggi, oltre naturalmente l’amore per le persone che le sono state accanto. tutte le declinazioni dell’amore in questo libro che affronta anche la morte, senza paura e con molta ironia.
Un libro che conserverò con attenzione e che andrò a sfogliare quando avrò bisogno di una parola di speranza, una battuta ironica, una riflessione profonda sul senso della vita.
Un libro a cui attingere a piene mani, leggendo anche delle piccole cose che fanno ricca la vita.
Ada Ascari

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