
Perfettamente d’accordo con Zadie Smith che dice: “Wallace ha semplicemente il genere di cervello che viene voglia di frequentare. Fidatevi.” Frase che ho letto nel risvolto di copertina del libro che ho comperato cartaceo dopo averlo ascoltato in audiolibro. Perché questo testo dal titolo così provocatorio, val la pena tenerlo in casa per sfogliarlo di tanto in tanto, per farsi due risate, a volte amare, a volte divertenti, per scorrere le parole pungenti e ironiche di un autore che non conoscevo e che mi ha aperto il mondo di una scrittura che è proprio nelle mie corde.
Già ascoltarlo dalla voce di Giuseppe Battiston, attore che fa vivere il testo come se fosse su un palcoscenico in un lungo monologo è molto piacevole, tanto che ho dovuto comperare il cartaceo, cosa che non faccio quasi mai, perché mi sono detta: “Troppo forte questo autore“.
Scrittura scoppiettante, una battuta dopo l’altra, tanto che è quasi impossibile ricordarle tutte se non andandole a ricercarle riga per riga.
Già l’introduzione – capitolo 1 – ci mette sull’avviso. Definisce l’esperienza che ha appena concluso su una nave da crociera come “una specie di puzzle sensoriale” e poi snocciola tutte le casella del puzzle, una dietro l’altra come quando si vuota la scatola sul tavolo e poi cavoli nostri rimettere insieme i pezzi.
Introdotte da “Ho visto…” Wallace snocciola una dietro l’altra visioni di cose e persone in un indice che poi andrà a sistemare via via nei successivi capitoli, un bailamme di cose, avvenimenti, osservazioni, considerazioni, frecciate, ma anche pensieri gravi e profondi “ora conosco ogni possibile giustificazione o scusa per chi spenda 3000 $ per andarsi a fare una crociera ai Caraibi.“
E poi comincia mettere ordine, naturalmente a modo suo… “in queste crociere extralusso di massa è qualcosa di insopportabilmente triste.come la maggior parte delle cose insopportabilmente tristi, sembra che abbia cause inafferrabili e complicati ed effetti semplicissimi… Io mi sentivo disperato“.
Poi arriva la considerazione che “la vacanza è una tregua dalle cose sgradvoli, e poiché la coscienza della morte e della decadenza è sgradevole… ecco che si viene schiaffati in mezzo a una gigantesca primordiale macchina di morte e decadenza“. Una nave! Una nave i mezzo all’oceano dove non ci si può annoiare, dove bisogna divertirsi a ogni costo. “Dalla fatica del lavoro alla fatica del divertimento“
Parola d’ordine “Non fate assolutamente niente“.
E poi inizia il diario di bordo, dall’accoglienza all’aeroporto, “sempre ed esclusivamente di sabato” in cui i croceristi vengono smistati tra le varie compagnie all’arrivo a bordo. Agghiacciante il pensiero che associa il momento alla partenza per Auschwitz. A un cronista non resta che osservare la folla delle persone che lo circondano nell’attesa e ne risulta un campionario dei più vari dagli yuppie dall’aspetto stressato al ragazzino con il cappellino dell’Uomo Ragno, non mancano neonati con un futuro promettente nell’opera lirica. Macchine fotografiche e telecamere a bizzeffe. Alla fine dell’avventura si prede possesso della cabina.
Primi due giorni di brutto tempo, c’è chi soffre il mal di mare, e “una persona che ha il mal di mare ha proprio la faccia verde come dicono, anche se è piuttosto una strana sfumatura di verde, spettrale, tipo verde-rospo o verde-frittata di zucchine, la faccia è ancora più cadaverica quando chi sta male e vestito da sera.”
Così si va avanti, giorno dopo giorno, divertimento dopo divertimento, senza annoiarsi mai che annoiarsi è assolutamente vietato… il cliente deve essere sempre accontentato, servito e riverito.
Ma mi sto accorgendo che la sto facendo troppo lunga su particolari assolutamente marginali, perché il bello di questo libro è la successione delle parole che vengono messe in fila una dopo l’altra e danno perfettamente l’atmosfera di stupore, scetticismo, buffe descrizioni, macchiette e velate prese in giro, dette con la serietà di chi sa maneggiare la penna con maestria.
Il racconto scorre fluido e sia nella versione audio che in quella scritta ci si sente trasportati dentro la pancia di una nave trasformata in mondo a parte.
Ma non mancano anche autentiche descrizioni poetiche, specialmente quando l’autore descrive il mare e il suo cangiante colore, le spiagge allo zucchero di canna o con la sabbia di un bianco irreale…
Esilarante la scansione delle varie attività del crocerista durante la giornata: dalle 6:45 del mattino fino allo spettacolo della sera i cui un si esibisce un ipnotizzatore che conclude serata a crociera in cui in fondo “non è stato così brutto come mi aveva fatto temere una settimana di Assolutamente Niente“
Anche io, pur non avendo mai fatto una crociera superlusso ai Caraibi, mi sono divertita, con in mano un libro che in qualunque pagina tu lo apra trovi una battuta, un doppio senso, un guizzo di umorismo, che, come è solito fare l’umorismo, non è detto che sia ottimista o buonista.
Wallace mi ha portato in un mondo visto con le lenti dell’ironia e della scrittura intelligente, per questo dopo aver ascoltato l’audiolibro ho voluto acquistare il libro, per ricordarmi che come dice l’autore, spesso capita di fare cose divertenti nella vita che però non si vorrebbero mai ripetere.
Ma scrivere Sì!

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