
MUTANTI A TORINO
“Padana, 2050 circa: un attacco della Resistenza contro una fortezza della Lega Anseatica causa la fuga dei Camminanti, cavie da laboratorio che iniziano con un massacro senza precedenti la loro marcia distruttiva in ciò che resta del Nord Italia: il Fondaco Padano.” Così si legge nella scheda del romanzo breve “I camminanti” di Roberto Risso presente sul sito dell’editore Delos Digital.
L’opera ha l’innegabile pregio di fare del fantastico di ambientazione italiana. Il romanzo si inserisce in qualche modo nel filone zombie, regalandocene però una versione originale: le cavie da laboratorio scomparse, i camminanti, più che dei walking dead sono degli autentici freaks, dei mostri mutanti.
L’ambientazione è, come detto, italiana e più specificamente torinese. Nei miei ultimi tre libri (“Apocalissi fiorentine”, “Quel che resta di Firenze” e “La felicità affogata”) ho scritto distopie fiorentine e sto ora leggendo l’antologia dell’Officina Kipple “Fantatrieste” ambientata nella città friulana, ma sebbene molti autori nostrani si stiano dedicando con un certo successo al fantastico, non sono in molti a scegliere specificamente ambientazioni locali. Doppiamente pregevole è che a farlo, questa volta sia un italiano che vive in America.
Ne “I camminanti” sono specificamente citati vari luoghi della città piemontese, che non è un luogo come un altro per svilupparvi la trama, ma uno spazio specifico, con un suo spessore.
Vi troviamo, sebbene, l’opera sia ambientata in un futuro piuttosto prossimo, un’Italia con una diversa geografia politica, in cui è fortemente attiva una nuova resistenza.
Roberto Risso, docente negli USA, collabora al sito Leggere Distopico e Fantascienza Oggi, ed è nel comitato scientifico della pregevole rivista IF Insolito e Fantastico (di cui sono uno degli autori sin dall’inizio), che ormai da anni, attraverso numeri monografici, offre un’analisi e una descrizione del fantastico, con particolare attenzione alla produzione italiana, pubblicando, oltre ai saggi, anche racconti di autori nazionali.

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