Carlo Menzinger legge “IF – Insolito & Fantastico nn. 24 e 25 – Letture di genere”

I GENERI LETTERARI ESISTONO?

Mi era sfuggito il numero doppio, 24 e 25, del 2020 della bella rivista monografica “IF – Insolito & Fantastico”, prima pubblicata da Tabula fati e ora da Odoya, già curata da Carlo Bordoni e ora da Alessandro Scarsella, cui collaboro sin dai primi numeri.

Avevo inviato per la pubblicazione un paio di racconti destinati a un numero su Frankestein, che non era poi uscito. Ritenevo quindi che le mie due storie (“Frank” e “Noi, Frankestein”) fossero rimaste negli archivi della rivista. Ho però scoperto ora che questi, come altro destinato a tale numero, è confluito in questo numero dal titolo “Letture di genere”.

Non sono purtroppo riuscito a trovare la versione cartacea del volume (se ne avete una, fatemi sapere, perché li colleziono), per cui l’ho acquistata in e-book.

Si parte con un editoriale del curatore Alessandro Scarsella ovviamente su che cosa sia la lettura di genere. Mi verrebbe qui da dire la mia, ma vi lascio leggere cosa c’è scritto nella rivista. Pongo solo a chi legge il quesito: esiste davvero una letteratura di genere o sono solo etichette utili per indirizzare i lettori nel mare magnum delle pubblicazioni?

Il primo articolo è di Marie-Agathe Tillette e ci parla del romanzo storico e dei personaggi marginali che vi compaiono: questo genere apre lo spettro sociale alle classi più deboli dandone una raffigurazione, spostando la centralità dai protagonisti della Storia.

Simona Cigliana ci parla del soprannaturale in Targhetti, Capuana, Fogazzaro e Pirandello.

Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi affrontano il genere avventuroso-esotico parlando di Emilio Salgari, affrontandone le opere in cui prevale il fantastico. Come curatore di rivista (“Per terra e per mare”, 1904-06), Salgari, infatti, diede molto spazio alle opere fantastiche, forse più che nelle proprie. Interessante anche l’idea che, questo importante autore tanto bistrattato dalle antologie scolastiche, fosse suggestionato dagli Scapigliati.

I medesimi affrontano poi il noir italiano di Lorenzo Montano e quello di Simenon.

Alberto Zava scrive del poliziesco, cogliendone gli aspetti metafisici in Guido Piovene.

Matteo Rima scrive dei vampiri nei fumetti.

Francesca Valentini affronta Italo Calvino in rapporto alla ficciòn barocca e alla letteratura sudamericana.

Alice Favaro esplora le correlazioni tra fantascienza italiana e neo-fantastico ispanoamericano.

Alessandro Scarsella esamina il fantastico italiano del secondo dopoguerra.

Jessica Tramontina-Salar analizza la scrittura di Giorgio Falco “dall’iperrealtà al l’ipermodernità”.

L’horror nazionale è il tema affrontato da Roberto Risso.

Mariangela Lando si interroga su come sia stato recepito “Frankestein” di Mary Shelley.

Torna il noir al centro del testo di Walter Catalano.

Riccardo Gramantieri ci parla della letteratura sugli UFO, che tanto spazio ha avuto agli albori della fantascienza italiana.

Fuori tema, nella sezione “Senza traccia” la pubblicazione postuma di un intervento di Giuseppe Panella su sublime, terrore e coraggio.

Ada Neiger parla dei libri di cucina.

La sezione “Simbiosi” accoglie il racconto “Simbiosi” di Dario Marcucci, il mio (Carlo Menzinger) “Frank” su un trapianto di cervello da un WASP al corpo di un sirio-americano (sceglierà la vita e la famiglia del suo corpo o della sua mente?), il mio “Noi, Frankestein” su un uomo con una mente artificiale dal grande potere.

“Il primo viaggio sulla Luna” di Carlo Bordoni immagina che un vecchio ingegnere italiano, aiutato da un bambino, riesca a costruire nel 1940 un razzo a tre stadi e a spedire una gallina sulla luna.

Noto con piacere che l’Annuario 2019 della fantascienza, tra i vari libri pubblicati ricorda anche la mia antologia “Apocalissi fiorentine” (Tabula fati).

Carlo Bordoni recensisce poi l’interessante “Vita da millenials” di Geraldina Roberti. Marta Mancini commenta “Il coccodrillo” di Vladimir Kantor.

Il veloce racconto finale di Luigi Annibaldi ci mostra una serie di misteriose morti tra i cantanti dell’Opera.

Volume quindi forse più variegato di altri con un tema più ristretto ma non meno interessante.

Vedi anche qui.

Rispondi

Verificato da MonsterInsights