Carlo Menzinger legge “Il Mastro di forgia – Arma infero” di Fabio Carta

MIGRARE SU UN PIANETA OSTILE

Il Mastro di forgia – Arma infero” di Fabio Carta temo non sia romanzo che fa per me. A metà strada tra fantasy e fantascienza narra di un pianeta senza stagioni in cui è difficile vivere per aria inquinata e in cui la scarsità d’acqua provoca guerre. Pare un possibile futuro distopico per la Terra ma è un altro pianeta su cui i terrestri sono migrati molte generazioni prima. Prima dell’arrivo dell’uomo era un mondo semi-disabitato, a parte alcuni microrganismi, poi sono arrivati anche altri alieni che nessuno ha mai visto. Fin qui, parrebbe un libro di quelli che leggo volentieri.

L’autore, però, ama descrivere meccanismi, tecniche, vicende storiche. Questo, per i miei gusti, rende la lettura meno viva e l’interesse leggendo cala. A un certo punto l’autore nel proseguire con queste descrizioni pare rendersi conto della loro pesantezza e scrive “se non vi tedio troppo”. Mi chiedo allora perché rischiare questo e non tagliare qualche parte descrittiva?

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