
IL GIORNALISMO NONOSTANTE LE IA
Ho letto “Spes ultima dea” di Angelo Frascella (Taranto, 1972), uno dei due romanzi che hanno vinto il primo premio ex-aequo della World SF Italia per romanzi brevi inediti di fantascienza. L’altro vincitore è il mio “La felicità affogata”. Entrambi i volumi sono stati pubblicati in questi giorni da Tabula fati, gruppo editoriale sponsor dell’iniziativa. Ricordo che Tabula fati lo è anche del Premio La Città sul Ponte per narrativa e poesia. Le suggestive copertine di entrambi sono state realizzate da Luca Oleastri.
Il bel romanzo di Frascella, incentrato sulle indagini relative alla scomparsa di un geniale visionario italiano, Ulisse Colonna, affronta gli impatti futuribili dell’intelligenza artificiale nel mondo del giornalismo, trasportandoci in un viaggio verso Giove con una nuova tecnologia in grado di accorciarne molto i tempi. A bordo dovrebbe esserci una scimmia in stato di animazione sospesa, per dimostrare la validità di tale tecnologia, ma…
Come la miglior hard science fiction, “Spes ultima dea” ci parla, senza annoiare, delle condizioni di pressione di Giove, della possibilità di creare dei superconduttori sfruttandola e delle potenzialità dei viaggi spaziali. Centrali restano comunque la figura e le indagini giornalistiche della protagonista Sylvia e quello dello scomparso imprenditore Ulisse Colonna e il suo peculiare progetto, che vi invito a scoprire leggendo questo veloce ma intenso romanzo. Due personaggi che emergono con potenza e vivacità dalle pagine.

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