Francesco Benozzo e Giuseppe Fornasarig: due poeti contemporanei a confronto

Di Massimo Acciai Baggiani

L’amico poeta Iveano Benigni Braschi, di cui ho parlato molto su queste pagine, mi ha di recente prestato alcuni libri, tra cui Sciamanica di Francesco Benozzo e Il sentiero della ricerca di Giuseppe Fornasarig: due sillogi poetiche che hanno molto in comune. Confesso che non conoscevo nessuno dei due; è stata una scoperta che devo a Iveano e alla sua grandissima cultura in campo poetico e non solo. La natura, la ricerca di una dimensione più umana, più autentica, il tema del viaggio, della vita, della morte, della religione… i due poeti si muovono uno verso l’occidente (Benozzo e le isole Faroer, il Canada, la Bretagna, la Galizia) e uno verso l’oriente (Fornasarig), giungendo a conclusioni simili: la vita è un percorso nel suo mistero.

Interessante la riflessione metapoetica di Fornasarig, che apre il suo libro, interessante anche “l’epica” sciamanica di Benozzo, che ha voluto non a caso mettere come sottotitolo “poemi dai confini dei mondi” alla sua silloge in italiano e in inglese, con testo a fronte. Benozzo, ricordiamolo, è anche musicista e ha avuto molti riconoscimenti come “bardo contemporaneo”. Tre suoi versi mi hanno colpito in particolare: «Una goccia del lago contiene il lago / un ago di pino contiene la pineta /non viceversa»[1]: riassumono anche il mio punto di vista sul mondo.

Una curiosità sul libro di Fornasarig: Iveano mi ha dato un’interessante chiave di lettura, suggerendomi di cominciare la lettura da pag. 101 (Fu lei ad evocare la notte…), perché è da lì che parte questo percorso nella psiche.

Firenze, 25 ottobre 2024

Bibliografia

Benozzo F., Sciamanica, Udine, Forum, 2023.
Fornasarig G., Il sentiero della ricerca, Treviso, Editing edizioni, 2008.

Una risposta a “Francesco Benozzo e Giuseppe Fornasarig: due poeti contemporanei a confronto”

  1. Secondo me anche la pineta contiene quell’ago di pino, poiché son tutti quegli aghi di pino a comporre la pineta.

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