
Una copia del libro di Nicoletta Manetti, scrittrice fiorentina socia del Gruppo Scrittori Firenze, mi è stata regalata dall’autrice stessa in un piovoso pomeriggio ottobrino, al termine di una passeggiata letteraria nel centro di Firenze organizzata da lei e dallo scrittore Sergio Calamandrei, sulle tracce del suo romanzo storico L’oppio di Firenze Capitale, fresco di stampa. Nicoletta ha parlato invece del suo libretto (nel senso di piccolo, una settantina di pagine) davanti ad alcuni dei luoghi da lei citati. Alla fine le ho promesso una breve recensione. Eccola.
Il titolo chiarisce subito l’argomento: Nicoletta ricostruisce i soggiorni fiorentini del grande scrittore russo Dostoevskij e della moglie Anja, in particolare quello di otto mesi, tra il 1868 e il 1869, mentre lo scrittore era in una poco onorevole fuga dai creditori. Il libro è a metà strada tra saggio e narrativa: il linguaggio è scorrevole e accattivante, niente affatto pedante o accademico, quindi l’ho letto in un pomeriggio, tutto d’un fiato. I personaggi vivono la loro quotidianità nella mia amata e odiata Firenze, nei luoghi che conosco bene e che – all’epoca dei fatti, quando Firenze era capitale del Regno d’Italia, da poco unificato – erano certo diversi da quelli che sopportano pazientemente l’invasione dei turisti stranieri (invasione che non mancava neanche allora): le letture di Dostoevskij al Gabinetto Viesseux, le passeggiate a Boboli della coppia, il “rituale” del Porcellino, ma anche i disagi del vivere in una città “piovosa” in inverno e “afosa” e piena di zanzare in estate come Firenze (come me, anche il grande scrittore amava e odiava questa città, “inferno” e “paradiso” a fasi alterne).
Il soggiorno fiorentino non era tutto rose e fiori, anche se non mancarono periodi felici: l’editore reclamava il nuovo romanzo a cui Dostoevskij stava lavorando e che, per contratto, doveva consegnare entro una certa scadenza (che non riusciva a rispettare, e qui mi reputo fortunato, da scrittore per quanto sconosciuto, di non avere scadenze o limitazioni alla mia scrittura), inoltre la Capitale “provvisoria” era già caotica a quei tempi e c’erano ansie riguardo al parto di Anja.
Dopo la lettura di questo contributo di Nicoletta alla figura del grande russo non posso non guardare con occhi diversi quei luoghi che mi trovo a percorrere, spesso distrattamente, stavolta con la consapevolezza che dietro quelle imposte sono state scritte pagine immortali della letteratura mondiale.
Bibliografia
Manetti N., Anja e Dostoevskij a Firenze, Firenze, Pontecorboli, 2022.
Firenze, 30 ottobre 2025

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