
Di Massimo Acciai Baggiani
Lo scaffale del libero scambio, che spesso mi riserva piacevoli sorprese, mi ha dato l’occasione di leggere una raccolta di racconti di Maria Rosaria Perilli (di cui avevo già apprezzato e recensito il suo viaggio immaginario di Shakespeare a Firenze): si tratta di un libro molto particolare, in cui l’autrice torna a imitare con perizia lo stile letterario di altri autori famosi, tra Ottocento e Novecento, per raccontarne ipotetici sogni.
Cosa sognavano dunque Italo Calvino, Pier Paolo Pasolini, Giacomo Leopardi e altri artisti italiani e stranieri ormai defunti? Le dodici risposte date dalla Perilli – tanti sono gli autori chiamati in causa –, in Dreamers sono sorprendenti e convincenti nella finzione metaletteraria. D’altra parte l’autrice ha dato prova di sapersi destreggiare bene in questo gioco letterario, avendo scritto una serie di libri di visite fittizie (ma non impossibili) di scrittori famosi nelle varie città italiane; qui conferma tutta la sua bravura.
Il libro si apre col mistero della celebre scomparsa di Agatha Christie, nel 1926, e con una fantasiosa soluzione al mistero mai chiarito nella realtà: un paragrafo mai inserito nella sua autobiografia è lo spunto intrigante. Il sogno di Oriana Fallaci l’ho saltato perché non la sopporto, mentre ho apprezzato molto il sogno del Leopardi (non deve essere stato facile imitarne lo stile aulico ottocentesco). Oscar Wilde sogna nel carcere di Reading una vita migliore, libera, mentre il sogno di Pasolini è molto carnale, “osceno”, scritto in forma di copione cinematografico per un cortometraggio mai realizzato. Pessoa sogna i suoi eteronimi, Pirandello ricava dal sogno un testo metateatrale sulla follia, Max Brod riporta delle pagine di diario di Franz Kafka.
Grazia Deledda rievoca in sogno la sua Sardegna con i suoi colori e i suoi sapori; Flaubert sogna la sua Bovary che lo rimprovera di non averne fatto una vergine e che reclama l’indipendenza dal suo autore; Jane Austen riporta nel suo diario il sogno che l’ha convinta a rimangiarsi la promessa di matrimonio data a un pretendente. Il sogno di Italo Calvino, raccontato in una intervista immaginaria condotta da Enzo Biagi nel giorno precedente all’ictus che lo avrebbe portato alla morte nel 1985, mentre stava preparando le sue “lezioni americane”. Imitare Calvino, il mio autore preferito, nel suo ultimo periodo è davvero un pezzo di virtuosismo.
Brava Maria Rosaria!
Firenze, 1° novembre 2024
Bibliografia
Perilli M.R., Viaggio a Napoli di Charles Baudelaire, Firenze, Nardini, 2015.
Perilli M.R., Viaggio a Firenze di William Shakespeare, Firenze, Nardini, 2017.
Perilli M.R., Dreamers, Firenze, Nardini, 2022. Perilli M.R., Viaggio a Milano di Joseph Conrad, Firenze, Nardini, 2024.

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