Massimo Acciai Baggiani legge “E la vita va…” di Berlinghiero Buonarroti

Un bel sabato di fine estate sono andato, in quel di Compiobbi, a far visita a un personaggio già noto ai miei lettori. Sto parlando di Berlinghiero Buonarroti, protagonista del primo capitolo del viaggio verso il Casentino, fatto in compagnia di mio cugino Pino e dell’amico Italo, che ho raccontato in Cercatori di storie e misteri. Uomo dai molteplici interessi (costruttore di macchine combinatorie, studioso di lingue artificiali, di surrealismo, eccetera), con all’attivo diverse importanti pubblicazioni, ci ha accolti (me e miei amici artisti – Iveano Benigni Braschi e Carlo Menzinger[1]) nel suo laboratorio nel cuore del paese “costretto fra la Ferrovia, l’Aretina e l’Arno”; ogni volta che lo vado a trovare trovo sempre qualche nuova macchina o qualche altro progetto a cui l’infaticabile Berlinghiero sta lavorando: stavolta ci ha mostrato l’ultimo libro che Vittorio Santoianni ha dedicato alle sue dieci macchine combinatorie e ci ha regalato, una copia a testa, il suo libro E la vita va… Un libro particolare che merita qualche parola.

Il soggetto è il paese di Compiobbi, alle porte di Firenze, dove Berlinghiero abita e di cui ha ricostruito con amore e competenza la storia, attraverso il giornale murale “Il Sabato del Villaggio”, consultabile appunto su un muro del paese, non lontano dal laboratorio di Berlinghiero. Il libro non è altro che un’antologia del suddetto giornale: un libro fotografico di gran pregio, pieno di immagini d’epoca prese dal suo ricchissimo archivio, corredato di testi e didascalie che illustrano i cambiamenti subiti dal paese e dai suoi abitanti nel corso dell’ultimo secolo. Riviviamo così l’alluvione del 1966, tanto per fare un esempio, i mestieri di un tempo, i volti di persone che il tempo si è portati via, la vita quotidiana di un borgo come tanti. Un libro che chiaramente suscita emozioni particolari ai compiobbesi di tutte le età, ma che ho trovato interessante anch’io, da fiorentino.

Di quel sabato pomeriggio soleggiato, ultimo giorno dell’anno (secondo il calendario rivoluzionario francese) resta anche una poesia collettiva scritta insieme agli amici poeti.

 

Bibliografia

Acciai Baggiani M., Baggiani P., Magnelli I., Cercatori di storie e misteri, Firenze, Porto Seguro, 2019.

Buonarroti B., E la vita va…, Firenze, Polistampa, 2019.

Santoianni V., Le «artificiose rote». Dieci macchine combinatorie di Berlinghiero Buonarroti, autopubblicazione, 2025.

Firenze, 24 settembre 2025


[1] Il quale ha conosciuto il defunto Graziano Braschi, fondatore della rivista satirica “Ca Balà”, che ha visto lo stesso Berlinghiero tra i collaboratori fissi.

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