Massimo Acciai Baggiani Legge “Germogli di parole”, antologia curata da Chiara Rantini e Piera Donna

Con gioia ho accolto l’uscita dell’antologia Germogli di parole, curata da Chiara Rantini e Piera Donna, non solo perché vi ho contribuito con due mie poesie del 2025, ma anche perché mi trovo davvero in buona compagnia. Ho iniziato a frequentare ai tempi del Covid il gruppo di Aperi-versi (allora ci trovavamo online, essendo ancora impossibile vederci di persona) e poi Solchi in-versi, quando si è costituito dall’unione di Aperi-versi con i Poeti Peripatetici. È stato un incontro importante perché mi ha dato l’occasione di approfondire la conoscenza e poi l’amicizia con Iveano Benigni Braschi, con cui ho dato vita al gruppo poetico dei Grandi Sognatori. Iveano lo conoscevo già perché partecipavamo a un altro gruppo letterario, quello della poetessa Paola Lucarini, scomparsa qualche anno fa… ma qui, a seguire l’intreccio di persone, gruppi artistici e antologie, si aprirebbero tante storie da riempire un libro, mentre vorrei parlare qui di questo piccolo volume (appena un centinaio di pagine).

Inizio dalle mie poesie che, in virtù dell’ordine alfabetico per autore, aprono il libro, subito dopo le prefazioni di Chiara, Piera e di Gabriele Ferroni, responsabile della biblioteca Buonarroti dove, nella sala degli archi, si riunisce il gruppo un sabato al mese. La prima è dedicata a Simonetta Della Scala, la mia amica scomparsa nel 2023 (anche su di lei ci sarebbe da scrivere un libro…), scritta nel giorno in cui avrebbe compiuto cinquant’anni, mentre la seconda mi è stata ispirata da un graffito su un muro in cui qualcuno aveva scritto: “Sei vivo, ti basti!”.

Tanti, dicevo, gli amici e i conoscenti: oltre a Iveano, Michele Ceri, Stefania Chini, Emanuele Martinuzzi e Edoardo Ricci (altri due “grandi sognatori”), Luca Mori (con le sue simpatiche poesie piene di ironia), Roberto Mosi (compagno redattore della rivista L’Area di Broca, ormai conclusa), Debora Scrofani (compagna di università come Piera). Chiara e Piera avevano chiesto ad ogni poeta di dare una definizione personale della Poesia. Io mi sono dilungato un po’, ma sostanzialmente per me la poesia è dono e stupore. Tra le tante poesie più o meno buone scritte da poeti adulti (alcune davvero ottime) quella che mi ha infatti colpito di più è scritta da un ragazzino, Cosimo Ciullini: Buon Natale un cavolo! è geniale, considerando anche la giovane età dell’autore, e mi trova perfettamente d’accordo sull’ipocrisia di una festa comandata in cui dovremmo essere tutti più buoni e invece siamo semmai più sordi alla sofferenza di chi è meno fortunato.

Bibliografia

AA.VV., Germogli di parole, Firenze, Toscana Oggi, 2026.

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