Massimo Acciai Baggiani legge “Immaginatevi un universo, infinito o no, a piacere vostro”

Immaginatevi un universo… anzi, immaginatevene tanti, quanti sono i racconti di fantascienza contenuti nei due volumi dell’antologia della prima edizione del premio Fredric Brown: ben una quarantina! Quaranta universi creati da altrettanti autori italiani, certo poco noti al grande pubblico ma non per questo meno validi dei loro colleghi americani. La fantascienza italiana ha molto da offrire, e quest’opera fresca di stampa lo dimostra ancora una volta. Il progetto nasce da un’idea della casa editrice pugliese Ad Astra, nome felicissimo, che ho conosciuto proprio in occasione di questo neonato premio che, ho come una premonizione, farà molta strada. Vi ho partecipato con un romanzo inedito scritto una quindicina di anni fa, Oltre le bianche distese del tempo, vincendo la sezione del romanzo, e con un racconto, L’Isola, inserito nel secondo volume.

L’unico nome a me noto del primo volume è quello dell’amico e collega scrittore Carlo Menzinger, con la sua Vita da Interstar: un testo curioso, molto originale, in cui il protagonista, in un futuro un po’ distopico, vede il proprio cervello impiantato niente meno che in un’astronave interstellare. Il racconto di Carlo si inserisce bene nella sua narrativa futuribile che vede cyborg e società decadute, anche se il mio amico è più noto per le sue ucronie. Confesso di aver iniziato la mia lettura proprio da quello, ripartendo poi dall’inizio: gli altri racconti non sono da meno e la distopia (come ha notato anche Carlo nella sua recensione a questo primo volume) la fa da padrona. D’altra parte di utopie non se ne scrivono quasi più dopo gli orrori del Novecento…

Come dicevo, i racconti sono tutti validi, sia nel primo che nel secondo volume, ma il racconto che mi è piaciuto di più è Faust, di Beatrice Bellesi, una giovane maceratese: si tratta di metaletteratura, in cui il protagonista è proprio uno scrittore sconosciuto – in cui ci possiamo identificare in molti – che farebbe qualsiasi cosa per emergere, compreso affidarsi all’Intelligenza Artificiale. Tema più che mai d’attualità e sempre meno fantascientifico: ormai a partire da ChatGPT è possibile creare ex novo testi non scritti da esseri umani ma elaborati a partire dal mare magnum del web. Una cosa pazzesca, a cui gli autori si stanno già ribellando… come andrà a finire? Beh, per il momento posso assicurare i lettori che questo testo non è scritto da un’A.I. ma dal sottoscritto. Il racconto della Bellesi apre un tema troppo ampio da trattare in questo articoletto, mi limito ad accennarlo, ai lettori farsi la propria idea al riguardo.

Anche il secondo volume offre delle perle, come I sopravviventi di Fabio Losacco (cosa accadrebbe se si raggiungesse l’immortalità senza aver sconfitto l’invecchiamento?), Il manuale del cacciatore di Enrico Lotti (una surreale battaglia a tratti kafkiana) e La ragazza del bar di Psicoscura. Quanto al mio racconto, L’isola, scritto nel 2021, dunque in pieno Covid, appartiene al regno dell’ucronia: mi sono immaginato cosa sarebbe accaduto se l’Isola delle Rose avesse avuto un suo riconoscimento da parte delle altre nazioni, Italia compresa, e non fosse stata miseramente distrutta dall’esercito italiano (una brutta pagina della storia di questo paese). Forse oggi ognuno avrebbe la propria isoletta o staterello indipendente dove fare ciò che vuole, o forse sarebbe comunque un’utopia (io preferisco le utopie). Questo comunque è solo lo spunto iniziale per un’altra storia che non voglio spoilerare.

Firenze, 3 ottobre 2024

Bibliografia AA.VV., Immaginatevi un Universo, infinito o no, a piacere vostro. Antologia di racconti del concorso “Premio Fredric Brown”, Ad Astra, 2024.

2 risposte a “Massimo Acciai Baggiani legge “Immaginatevi un universo, infinito o no, a piacere vostro””

  1. Grazie Massimo,

    Per la tua bella recensione sull’antologia della prima edizione del premio Fredric Brown e di nuovo complimenti per la tua vittoria nella sezione “Romanzi” col tuo testo “Oltre le bianche distese del Tempo”, che già possiedo, ma che ancora non ho aperto. Io leggo centellinando e sono diversi anni che occupo parte del mio tempo libero così:

    ·       nella traduzione e commento ai XV libri di Metamorphoseon di Ovidio per la delizia mia e di un gruppo di “latinisti”, con cui una volta a settimana mi incontro su Meet;

    ·      nello scrivere poesie e testi in prosa, molti dei quali sono nel blog del GSF (amo molto il WEN ideato da Carlo Mensinger);

    ·      nelle letture da me scelte, in cima alla cui fila adesso c’è proprio il tuo romanzo: mi intrigano le tue idee e i tuoi testi sul WEN, ma un’opera intera tua non l’ho ancora letta e desidero farlo al più presto.

    A te sembreranno poche le attività che svolgo, ma credimi per una settentasettenne qual io sono occupano una buona parte della giornata…piacevolmente!

    Ritornando alla tua recensione, diverse cose mi hanno incuriosito, oltre al tuo racconto; in particolare “I sopravvissuti” di Losacco, che mi ha fatto ricordare – a torto o a ragione non so, non avendolo ancora letto- sia l’antico mito di ??? e ???????, in cui Eos l’Aurora sconsideratamente chiede e ottiene da Zeus per il mortale Titone, suo sposo, l’immortalità, dimenticandosi di aggiungere anche l’eterna giovinezza, con conseguenze catastrofiche per entrambi i coniugi, sia gli struldbrugs, gli immortali, nei “Viaggi di Gulliver” di Jonathan Swift.

    Una domanda: quando vorrò leggere questa antologia, il testo potrò acquistarlo on-line o lo troverò solo in libreria o dovrò rivolgermi a te o alla casa editrice Ad astra (“per aspera” la casa editrice lo lascia agli autori dei testi)?

    Ti ringrazio ancora per il video, ricordo dello stimolante e piacevole pomeriggio ad Exinea del 04 ottobre scorso, e ti saluto cordialmente.

    Alla prossima!

    Miriam

    1. Ciao Miriam, ti ringrazio di cuore, l’antologia credo vada ordinata alla casa editrice, ma ho visto che è anche su IBS e Amazon… buona lettura 🙂

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