
Ogni tanto mi capita di leggere narrativa per l’infanzia, ma solo se “di qualità”, e non me ne vergogno perché, come sostiene la scrittrice Katherine Rundell, si tratta di un genere di tutto rispetto, che può dare spunti di riflessione anche a noi adulti. È il caso di un breve romanzo di Roberto Piumini, uscito nel 1993, intitolato Mattia e il nonno: la storia si apre con l’immagine non certo allegra di un vecchio sul letto di morte, attorniato da amici e parenti. Tra questi c’è il piccolo Mattia, nipotino dotato di grande fantasia che compie un ultimo viaggio straordinario con l’amato nonno: un viaggio dalla forte carica simbolica e fantastica, privo di quel dramma che il tema delicato della morte – soprattutto se affrontato in un libro per l’infanzia – porta con sé.
La strana coppia vive avventure surreali mentre l’uomo diventa sempre più piccolo, fino a scomparire del tutto, “assorbito” dal bambino attraverso il respiro. La morale è chiara ed esplicitata nel finale: i nostri cari estinti continuano a vivere nelle nuove generazioni, nella loro memoria e nel loro affetto. Quello che il nonno lascia sul letto è solo un’ “esuvia” – termine scientifico che indica l’esoscheletro lasciato indietro dopo la muta di una cavalletta – ormai insensibile e tutto sommato non così importante. Adesso il nonno è “libero”, svincolato dalla materia, e ha conservato il suo humor e allegria.
Ricordo quando morì mio nonno Nello: avevo sette anni e già avevo intuito, con grande angoscia, la finitudine della vita e il “grande nulla” che il mio cuore infantile non voleva accettare (la promessa di un paradiso o comunque un aldilà non mi consolava, avevo già una forma mentis atea).
Il tema della morte, dicevo, è trattato con delicatezza e poesia; mi ha fatto pensare ad un mio vecchio romanzo di fantascienza, Oltre le bianche distese del tempo, vincitore del Premio Fredric Brown e perciò pubblicato nel 2024 dalla casa editrice Ad Astra. Nel mio romanzo sostenevo la stessa tesi: finché si viene ricordati da qualcuno, fosse anche un’intelligenza artificiale di un supercomputer del remoto futuro, non si è davvero morti. Questa parvenza di vita “postuma” è ciò a cui mirano sotto sotto tutti gli artisti.
Bibliografia
Acciai Baggiani M., Oltre le bianche distese del tempo, Ad Astra, 2024.
Piumini R., Mattia e il nonno, Torino, Einaudi Ragazzi, 1993.
Rundell K., Perché dovresti leggere libri per ragazzi anche se sei vecchio e saggio, Milano, Rizzoli, 2020.
Firenze, 5 dicembre 2025

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