
PRIMO CLASSIFICATO: «Fiona»
di Donatella Bellucci
A una ottima struttura del monologo si aggiunge una notevole capacità di sintesi e di efficacia. Il tema, originale e ben calibrato, porta la messa in scena verso livelli attrattivi e divertenti. Una ottima sintesi tra originalità e comunicazione.
SECONDO CLASSIFICATO: «Mettiti una mano sulla Coscienza»
di Stefania Zordan
La struttura perfetta del monologo si arricchisce di una teatralità ben realizzabile. La tensione del testo muove verso drammaturgie efficaci. Sintetico e ben scritto. Lascia con la chiusa una possibilità interpretativa “aperta” che lo rende molto efficace.
TERZO CLASSIFICATO: «Il foglio»
di Matteo Pasquini
La struttura accurata e complessa molto ben realizzata rende il monologo molto vicino a un racconto teatralizzato. In questo però non perde efficacia anzi acquista spessore nella costruzione di un “viaggio psicologico” dai contorni leggeri e divertenti.

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