
PRIMO CLASSIFICATO: «Vorrei ancora essere figlia»
di Innocenza Garofalo
Intensa e commovente nella sua sintetica stesura: una delicata carezza che tocca il cuore di chi legge, l’emozione illumina l’anima suscitando sensazioni primordiali. Il fascino di questi versi sta proprio nella naturalezza di un sentimento profondo.
SECONDO CLASSIFICATO EX-AEQUO: «Cecina nell’idillio di agosto»
di Daniele Ambrosini
Il poeta disegna la natura dell’estate nella località toscana: profumi, sapori e ricordi invadono la mente riportando il lettore a contemplare la propria intima memoria. Endecasillabi e rime alternate ne accentuano la poetica musicalità che fa apprezzare ancor di più il componimento.
SECONDO CLASSIFICATO EX-AEQUO: «Via oltre»
di Miriam Treglia
Il tema della perdita si dispiega in una lirica tesa e struggente, carica di pathos, che ha la malinconica cadenza di una preghiera che cade inascoltata.
TERZO CLASSIFICATO: «Mottarone»
di Remo Mari
Molto seria e profondamente vera. La tragedia evocata produce una lirica incalzante, dove il suono dei versi trafigge il silenzio che trattiene il respiro della montagna e sfocia poi in un urlo muto di dolore.

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