
X Edizione Premio Letterario La Città sul Ponte 2025
1° Classificato per la sezione Racconto
«La voce dell’America»
di Salvatore Mazzucco
La trama è semplice, ma costruita con accuratezza, si punta sull’atmosfera del laboratorio sartoriale ricostruito con precisione storica e affettiva.
Il ritmo è ben calibrato con l’alternanza del dialetto e dell’italiano.
Le ragazze protagoniste del racconto sono ben caratterizzate così come gli oggetti presenti ed evocati, ogni dettaglio è significativo.
Si intravede sullo sfondo la Palermo degli anni ’50 ma è l’Italia femminile del dopoguerra che prende forma, con i sogni di modernità delle ragazze del tempo.
Durante la lettura si viene coinvolti nella dolcezza del ricordo e dalla scrittura che celebra la giovinezza, l’amicizia femminile e dall’entusiasmo per la musica che irrompe allegra nel circolo delle ragazze intente a cucire.
Merita di essere premiato per la sua leggerezza, l’atmosfera evocata di un periodo in cui i sogni potevano essere realizzati.
2° Classificato per la sezione Racconto
«Un silenzioso atto d’amore»
di Luigi Pagnotta
È un racconto che tocca profondamente, commuove, sorprende e fa riflettere su come si possa raccontare il dolore con dignità. La trama è originale, un uomo finge di essere malato di Alzheimer, dopo la morte della moglie, per non gravare sui propri figli. e convincerli a prendere la decisione di affidarlo ad una casa di riposo. Inscena un lento decadimento cognitivo, studiando meticolosamente i sintomi della malattia e continua a recitare anche una volta ricoverato, apparentemente assente, mentre dentro di sé osserva tutto, elabora il proprio dolore e quello dei suoi cari.
Il protagonista è un padre che riesce a compiere l’estremo sacrificio di rinunciare a loro. La storia è commovente e racconta il dolore con delicatezza e profondità.
Merita di essere premiato per come sono descritti il protagonista le sue sensazioni e il dolore che si intuisce sotto ogni sua parola.
3° Classificato per la sezione Racconto
«Ho risposto di sì»
di Anna Di Giusto
Il racconto narra del viaggio di una donna dal villaggio africano al deserto, dalla Libia al Mediterraneo fino all’Italia, La lingua è poetica, con immagini che rimangono impresse: “benzina come battesimo”, “un cielo al posto della terra”.
Anche l’uso delle ripetizioni è efficace.
La protagonista è una figura tragica e dignitosa, una madre, fortissima e dolente resa con una scrittura intensa, con registri di voce diversi a seconda dei momenti e degli avvenimenti narrati, e culmina nell’estremo sacrificio del disconoscere la figlia per poterle dare un futuro migliore.
Il racconto narra indubbiamente una storia dura e dolorosa. Narra una tragedia collettiva attraverso il dolore personale di una donna che non esita a sacrificare se stessa per il bene della propria figlia.
Merita di essere premiato perché mette l’accento su una tragedia che ogni giorno è sotto i nostri occhi.
1° Classificato per la sezione Romanzo Edito
«La città delle cento ciminiere»
di Gabriele Cecconi
L’Autore sfiora con maestria la vita e la storia di Prato dal 1900 alla ripresa economica del dopoguerra, attraverso le vicissitudini di alcune famiglie, rappresentanti dei vari ceti sociali.
La narrazione scorre e la lettura risulta piacevole.
I personaggi sono ben caratterizzati e inseriti nel contesto storico e ambientale.
Si evidenzia un grande lavoro di ricerca, meticolosa e attenta.
2° Classificato per la sezione Romanzo Edito
«Giosuè Carducci e il canto della terra»
di Alessandro Angeli
L’Autore fa rivivere la storia di Giosuè Carducci, sposandone con maestria lo stile e immergendo il lettore nel suo mondo e nella sua vita.
Emergono la personalità del poeta, la profondità della sua cultura, il suo carattere ribelle e la Toscana in cui ha vissuto.
È un’opera di grande divulgazione che permette di avvicinare il lettore alla poesia.
 3° Classificato per la sezione Romanzo Edito
e Premio Self-Publishing
«Leone come me»
di Erica Delis (pseudonimo di Federica Depaolis)
L’Autrice ha la capacità di toccare le corde dell’animo umano, di commuovere e risvegliare emozioni.
Un bel libro dai toni accesi e dai personaggi che fanno riflettere quanto sia profondo e coinvolgente il rapporto tra esseri umani e animali.
Menzione alla Memoria Sezione Romanzo Edito
«La mano nera»
di Marcello Nucciarelli
Una vita per il libro. Martedì 23 settembre è morto Marcello Nucciarelli, valente giallista italiano ed ex libraio, professione che aveva esercitato per trent’anni prima di dare una svolta alla sua vita diventando editor free lance e scrittore a tempo pieno. Con lui è scomparso un ottimo editor, forse l’editor per eccellenza: sapeva trasformare la correzione di un manoscritto, di per sé ostica se non dolorosa, in un momento piacevole di confronto e apprendimento.
Nel romanzo “La mano nera” si assapora la cura e l’affetto per i personaggi che si alternano con continui colpi di scena, appassionando il lettore.
1° Classificato per la sezione Romanzo Inedito
«Come due gocce d’acqua»
di Renzo Maltoni
Nel romanzo “Come due gocce d’acqua” l’autore ha costruito un impianto originale per coinvolgere il lettore nella ricerca e nella scoperta del protagonista. Edgar Alan Condorelli o Jessie Brandon? Due nomi per un uomo dalla doppia personalità: l’invisibile autore di storie licenziose e noir che godette di un buon successo in America tra il 1940 e il 1970 o il pastore battista che negli stessi anni scriveva e tuonava dal pulpito sermoni sanguigni e bigotti.
Il testo ha il sapore di una sceneggiatura, un’avvincente detective story: un giornalista è inviato dal suo editore a scoprire la verità sull’autore di cui aveva pubblicato i libri, un enigma che si nasconde dietro due nomi e due uomini apparentemente incompatibili.
Il protagonista emerge dalle testimonianze degli intervistati che lo hanno conosciuto e frequentato a vario titolo: racconti ed episodi che ricostruiscono non solo una persona ma anche un mondo.
Il linguaggio agile, asciutto e incalzante, quasi un registro giornalistico, ricco di sfumature che sanno creare situazioni e ambientazioni, facendo rivivere uno spaccato della provincia americana.
Un finale che sostiene un confronto tanto effimero quanto suggestivo.
2° Classificato per la sezione Romanzo Inedito
«La vita la sorprese come un sogno»
di Paola Bigozzi
Il testo percorre l’evoluzione di una figlia del popolo, nata durante la Seconda Guerra Mondiale da genitori poverissimi, che cresce, studia, si trasferisce nella grande città e trova la sua strada nel giornalismo e nell’impegno di volontariato sociale.
Il carattere della protagonista è vivo, ben delineato, mentre la si vede destreggiarsi tra le contraddizioni e i profondi cambiamenti sociali che attraversano gli anni Sessanta e Settanta; lei li affronterà tra difficoltà e vittorie.
Tutti i personaggi del testo, in particolare l’insegnante, gli amici, la madre, sono ben costruiti e credibili. Così pure le atmosfere, peculiari di quegli anni, e la ricostruzione storica che risulta impeccabile, ben riconoscibile per chi li ha vissuti.
3° Classificato per la sezione Romanzo Inedito
«L’occidente non esiste più»
di Alberto Oggero
Una coinvolgente e attualissima spy-story, intrisa di mistero e di atmosfere dark.
Sullo sfondo il conflitto in corso tra Russia e Ucraina, nell’intreccio della storia lo scontro tra Occidente e Oriente, contrapposizione che avevamo conosciuto fino alla caduta del muro.
L’autore ben raffigura l’atmosfera di un mondo diviso dove, al di sotto della apparente rinascita, sopravvivono crudeltà, intrighi che si richiamano a un passato di prevaricazioni non ancora sopiti. Nella Germania dell’Est tuttora brulicano pericolose nostalgie di ex funzionari della DDR.
Personaggi emblematici, delineati con pochi vividi tratti, ben rappresentano i diversi giocatori sulla scacchiera; ideali e metodi spregiudicati per raggiungere obiettivi destabilizzanti, ricerca di riscatto delle vittime di vecchi soprusi, nuovi ricercatori di scomode verità.
Il linguaggio riesce a creare da una parte il clima tetro del passato, dall’altra la conflittuale personalità di chi cerca la verità.
Ottima la scrittura, di alto livello. Decisamente raffinati i dialoghi.
1° Classificato per la sezione Monologo Teatrale
«Leggera»
di Giusi Arimatea
Monologo coraggioso, rifugge dagli stereotipi, dalla facile convenienza di pausa e parole. Il testo si presenta come un tutt’uno, dove ai tempi e ai modi del racconto si intervallano veri e propri sprazzi di originalissima riflessione sulla vita intima della protagonista, che assurgono a veri e propri manifesti di una umanità in grado di avvolgere la sofferenza dell’essere umano in quanto tale, senza inutili certezze e scorticanti categorie.
Un’opera sconcertante, fuori dagli schemi, che ci regala un finale coinvolgente e perché no, finalmente, un volo…leggero.
2° Classificato per la sezione Monologo Teatrale
«Veronica, cortigiana honesta»
di Sabrina Tonin
Monologo di grande capacità espressiva nella tecnica di recitazione dell’invettiva.
Struttura ben congegnata con altissimo livello ritmico.
Un j’accuse senza peli sulla lingua eppure mosso con un linguaggio che svela la capacità artistica di una donna da tutti svilita in “cortigiana”. Ed è proprio in quell’aggettivo, “honesta”, che la protagonista affianca alla sua “professione”, la radice della rivendicazione che impone la richiesta di una vera giustizia. Perché la sua incalzante arringa altro non è che una calzante descrizione di uno dei mali più longevi al mondo. L’ipocrisia del Potere.
3° Classificato per la sezione Monologo Teatrale
«Suriname»
di Samuele Sassoli
Suriname è un monologo delizioso, una scena nella scena, commovente e fresco nella parte del racconto del bambino che ci fa immaginare tutto il suo mondo attraverso la passione/stratagemma per la geografia.
Non c’è autocommiserazione, nonostante che la situazione familiare sia pesante, al contrario viene fuori tutta la freschezza e la fantasia della giovane età.
Molto gradevole da interpretare sul palco e stimolante, un piccolo memoir che costringe l’attore a mettere in scena un bouquet di emozioni.
1° Classificato per la sezione Poesia
«Alyan Kurdi»
di Remo Mari
Questa poesia straziante e delicata trasforma una tragedia reale in versi dal potente impatto emotivo.
Il “viaggio imboccato contromano” evoca il dramma delle migrazioni, un cammino disperato e senza ritorno e l’identificazione con Alyan (probabilmente Alan Kurdi, il bimbo siriano ritrovato sulla spiaggia di Bodrum nel 2015) rende il dolore tangibile. Immagini e simboli portano con sé un messaggio di denuncia e memoria, senza alcuna retorica, un ottimo esempio di come la parola poetica possa farsi testimone del dolore del mondo.
2° Classificato per la sezione Poesia
«Una voce da Gaza»
di Flavio Fenici
“Una voce da Gaza” è un Urlo silenzioso e disperato che nasce dalla sofferenza di una terra e di un popolo martoriati.
I versi sono brevi ma densissimi di significato; un vero canto del dolore, intriso di lutto e di resilienza stanca.
“Memorie frantumate sono adesso le case” è uno dei versi più struggenti.
La casa non è più dimora, ma rovine della memoria, un luogo dove il tempo si è spezzato. E infine “soltanto la morte calpesta i nostri passi” chiude il testo come una condanna al mondo che non ascolta.
3° Classificato per la sezione Poesia
«Il cammino e il volo»
di Giuseppe Nicola Vallario
In questa poesia si mettono in tensione due anime opposte della condizione umana: l’abitudine e il possibile, l’inazione e il sogno, la quotidianità e lo slancio creativo.
? una riflessione profonda sull’identità, la memoria e la scelta, con un tono quasi filosofico, ma accessibile e intimo.
Il poeta ci invita a non rinunciare alla parte di noi che sogna: anche un piccolo slancio può regalarci un frammento di bellezza che dura nel tempo e ci definisce.
Menzione Speciale per la sezione Poesia
«Ossessione»
di Roberto Afrito
Ossessione, pur nell’involuta sintassi a prevedibili paralleli, nella paralisi degli infiniti, nella lucida enucleazione dei torti del poeta verso le fonti esteriori dell’ispirazione, nel finale sorprendente riversa un appagamento sapienziale nel conio di un endecasillabo.
Menzione Speciale
per la sezione Poesia
«Io scrivo per non sparire»
di Antonia Flavio
Una bella dichiarazione di poetica in cui l’autrice espone con parole chiare a tutti la motivazione fondamentale del suo scrivere: il linguaggio poetico “può salvare la vita”; a chi lo scrive e a chi sa ascoltarlo, così come sostiene Donatella Bisutti, poetessa, giornalista e critica letteraria nel suo omonimo libro.
In un solo verso, infatti, possono concentrarsi suggestioni ed emozioni che aiutano a scoprire il senso stesso dell’esistenza, per comprendere sé stessi e vivere meglio.
Menzione Speciale
per la sezione Poesia
«Ode al caffè»
di Francesco Feola
Una divertita serie di quadretti che, in una metrica sbrigativa ma con apprensione continua, descrivono i gesti minuti dell’ispirazione poetica riconoscendo come sia quasi impastata del quotidiano, col fil rouge (o noir) della bevanda che rilascia su tutta l’operazione un aroma per nulla amaro.
1° Classificato per la sezione Silloge Edita
«Disarmoniche riflessioni»
di Raffaello Corti
L’autore ha saputo creare un’opera impeccabile dal punto di vista letterario, che riesce a coinvolgere emotivamente i lettori.
Le singole composizioni possono definirsi originali, audaci e piene di un’emozione autentica, che permane nell’animo del fruitore non esaurendosi dopo la lettura.
La silloge si distingue per la sua voce unica, la capacità e la caparbietà di esplorare temi complessi con una sensibilità davvero speciale e per la forza di lasciare un segno indelebile.
2° Classificato per la sezione Silloge Edita
«La grammatica del vento»
di Antonella Sozio
L’autrice ha saputo unire in maniera efficace una buona tecnica a una notevole capacità espressiva.
Le singole composizioni sono ben costruite, il linguaggio è ricco e appropriato e le immagini delineate risultano molto evocative.
La raccolta presenta una coerenza interna e una profondità che la rendono solida e suscitano nel lettore un durevole apprezzamento.
3° Classificato per la sezione Silloge Edita
«A latitudine incerta»
di Elisabetta Biondi Della Sdriscia
L’opera è frutto di impegno e di buona padronanza della lingua e del verso, musicalmente efficace, e mostra una coesione tematica e un’originalità apprezzabili.
1° Classificato per la sezione Silloge Inedita
«Stanze ipotetiche»
di Raffaello Corti
Per la sua capacità di coniugare un’alta ispirazione con una impeccabile realizzazione formale, il Premio per il Miglior Libro di Poesia sezione Inediti è assegnato a Raffaello Corti.
Il volume di poesie STANZE IPOTETICHE si è imposto all’unanimità della Giuria per la sua straordinaria coerenza tematica e la rara maturità stilistica.
L’Autore ci ha consegnato una silloge che non si limita a esplorare l’animo umano, ma lo disseziona con bisturi lirico e una lucidità disarmante, trasformando l’esperienza personale in un archetipo universale.
La sua forza non risiede solo nella commovente onestà, ma nella trasformazione del trauma biografico in una potente e universale esortazione alla guarigione interiore. Una storia di ferite che si trasforma in un manifesto di auto-riconquista.
Raffaello Corti ha saputo infondere un significato esistenziale profondo e specifico in una struttura poetica universale. Ha usato immagini di grande impatto emotivo mantenendo quella che potremmo definire “lucidità concettuale”, la sua silloge ci porta fino alla fine dei versi con un atto di liberazione e amore che la innalza al di sopra di un semplice esercizio di stile o di riflessione.
È una poesia che non chiede pietà, ma impartisce un comando di salvezza.
2° Classificato per la sezione Silloge Inedita
«Le lune di Saturno»
di Riccardo Carli Ballola
Questa silloge si distingue per la sua natura metalinguistica e filosofica, che ne giustifica il secondo posto in questo concorso letterario; non punta all’emozione lirica immediata, ma all’indagine concettuale e alla riflessione esistenziale sulla percezione del sé e della realtà.
Questa opera conquista il secondo posto grazie alla sua originalità tematica e alla struttura argomentativa che si discosta dal lirismo più tradizionale. I componimenti non descrivono un’emozione, ma la crisi di una percezione, trasformando il testo in una sorta di dialogo interiore filosofico.
Diversi i suoi punti di forza:
• Originalità Tematica e Distanza Concettuale.
• La tensione dialettica efficace tra il piano fisico e quello mentale.
• Lo stile, volutamente prosaico e colloquiale, rende il monologo interiore più autentico e tormentato.
Secondo posto meritato, la silloge eccelle nell’integrare l’indagine filosofica con la forma poetica, capace di innescare una profonda meditazione nei lettori e nelle lettrici sulle categorie fondamentali della nostra esperienza.
3° Classificato per la sezione Silloge Inedita
«Davanti ai tigli»
di Giuseppa Di Mauro
Questa silloge è un eccellente esempio di lirismo meditato che giustifica pienamente il suo posizionamento al terzo posto sul podio del concorso. I suoi componimenti riescono a fondere una dimensione interiore e riflessiva con un’ambientazione naturalistica vivida, utilizzando un linguaggio accessibile ma denso di significato.
Nonostante l’assenza di rime rigorose, il ritmo interno è melodioso e sostenuto, grazie alla divisione in versetti brevi. Questo contribuisce a una lettura scorrevole che valorizza ogni singola immagine.
Ha meritato il terzo posto per la sua profonda capacità di evocare un sentimento universale attraverso dettagli narrativi specifici. È una silloge ben bilanciata tra introspezione e paesaggio, con un’immagine finale potente che eleva i lettori e le lettrici a meditare sulla felicità.


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