Sul Memoriale di Iveano Benigni Braschi

Di Massimo Acciai Baggiani

Il Memoriale della casa del sole nascente è senza dubbio un poema originale e affascinante: l’idea di mettere in versi la propria autobiografia era già di Pablo Neruda, ma Iveano – l’amico poeta che mi ha di recente concesso un’intervista – ci ha messo quel qualcosa in più che mi ha fatto amare quest’opera. Iveano ripercorre il proprio percorso umano dalla nascita fino alla gioventù, parlando dei propri genitori, del Mugello dove ha trascorso l’infanzia, delle prime amicizie, dei primi moti del cuore, dell’incontro straordinario con la poesia – a tredici anni – e con la letteratura, la musica e le forme d’arte in generale, dall’amore per la filosofia alle prime malinconie, dall’amore per la donna – di cui canta il mistero insondabile – fino ai viaggi in Italia e all’estero – in particolare quello in Persia. Che dire? Un bell’excursus di circa tremila versi che ci fa amare l’autore il quale ha anche un pensiero finale per il lettore e una dedica speciale. Da leggere centellinandolo come un buon vino.

Firenze, 29 maggio 2024

Bibliografia Benigni Braschi I., Memoriale della casa del sole nascente, autoprodotto, 2023

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