
Una storia del terzo secolo
Di Massimo Acciai Baggiani
Il romanzo di Gabriele Antonacci si presenta con un titolo enigmatico ai più. Cos’è “Elisboth”? Un luogo esotico? Una persona? Un oggetto in una lingua sconosciuta? Solo a oltre metà del libro scopriamo trattarsi di un luogo, ma meno esotico di quel che si potrebbe pensare. Elisboth è l’antico nome del colle fiorentino di San Miniato ed è solo uno dei luoghi in cui si svolgono le azioni del romanzo, ambientato per la maggior parte nella Florentia romana della metà del terzo secolo della nostra era. È il primo romanzo che leggo ambientato in un’epoca così remota della mia città, quando ancora non si chiamava Firenze e nemmeno Fiorenza. Allora la città era giovane e viveva un periodo turbolento della storia dell’impero romano, quando già si vedevano le cause che ne avrebbero decretato la fine ufficiale un paio di secoli dopo.
La trama in sé è a mio parere meno importante dell’accuratissima ricostruzione storica messa in atto dall’autore, il quale ci offre uno spaccato della vita nella antica Florentia (fondata tre secoli prima), durante i festeggiamenti per il millennio di Roma, che cadevano proprio nel 247 d.C. (quando gli anni erano ancora computati ab Urbe condita). La storia prende l’avvio dal ritrovamento, nel 1875, della testa di una statua di bronzo dedicata all’imperatore di origini arabe Filippo, del quale si dice fosse cristiano battezzato. Filippo ha ampio spazio nel romanzo, ma ancora più ampio è lo spazio dedicato alle persone comuni, come Lucio e la sua famiglia.
La nuova religione cristiana si scontra con le antiche tradizioni pagane, che ci vengono presentate come barbare e cruente. Colpisce la vicenda della martire cristiana Reparata, santa fiorentina che preferì essere uccisa piuttosto che rinnegare la propria fede, anche un ateo e anticlericale come me. Riempie di stupore e meraviglia la sincera e innocente fiducia nel divino delle prime comunità cristiane, prima che i seguaci di Gesù da perseguitati si facessero persecutori.
Gabriele Antonacci scava in un passato quasi dimenticato, portando in fondo al volume un solido apparato bibliografico che integra le ricerche fatte da lui sul campo e raccontate in appendice.
Un romanzo storico insomma che appassiona e che istruisce, da leggere tutto d’un fiato, lasciandosi affascinare da un mondo perduto per sempre.
Firenze, 4 luglio 2024
Bibliografia
Antonacci G., Elisboth, Chieti, Tabula Fati, 2024.

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