La tua accidia
m’acceca
m’uccide
m’avvince
mi cinge
mi stringe
lenisce – dicevi- le mie
ulcere da stress.
L’accidia illude
e tradisce.
L’ozio – dicevi- è
rivoluzionario.
Non il tuo.
Quell’indolenza,
quella tua assenza

di desiderio per alcunché,
per chicchessia, pure per te
t’hanno isolato,
esiliato,
t’hanno ingessato la morbidità,
pietrificato la vacuità.
Piuma di marmo
alla pioggia e al sole.
Gigante tra lillipuziani
con le tue mani
interminabili
fili
hai annodato
la tua rete
la tua prigione,
inesorabile.
Io non sarò con te
nella palude Stigia.
Non mi volterò
quando m’invocherai
con il dolce flauto dell’ozio.
Non diverrò statua di sale.
Io
non mi volterò.
di Giovanna Olivari

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