WEN – ACCIDIA – Accidia – Giovanna Olivari

La tua accidia

m’acceca

m’uccide

m’avvince

mi cinge

mi stringe

lenisce – dicevi- le mie

ulcere da stress.

L’accidia illude

e tradisce.

L’ozio – dicevi- è

rivoluzionario.

Non il tuo.

Quell’indolenza,

quella tua assenza

Grandi ali di marmo bianco greco - Parco archeologico del Colosseo

di desiderio per alcunché,

per chicchessia, pure per te

t’hanno isolato,

esiliato,

t’hanno ingessato la morbidità,

pietrificato la vacuità.

Piuma di marmo

alla pioggia e al sole.

Gigante tra lillipuziani

con le tue mani

interminabili

fili

hai annodato

la tua rete

la tua prigione,

inesorabile.

Io non sarò con te

nella palude Stigia.

Non mi volterò

quando m’invocherai

con il dolce flauto dell’ozio.

Non diverrò statua di sale.

Io

non mi volterò.

di Giovanna Olivari

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