WEN – ACCORDO – La zanzara – Massimo Acciai Baggiani e Renato Campinoti

«Prediamo ad esempio la zanzara.»

Il testimone di Geova mi guardava con aria interrogativa, senza la minima idea di dove volessi andare a parare.

«La zanzara è piccola, ma fa crollare da sola la vostra teologia» continuai, studiando lo sguardo perplesso del mio interlocutore. Era un uomo sulla sessantina, in compagnia di una donna più o meno coetanea, testimone di Geova anche lei. Lui con una calvizie incipiente, gli occhiali con la montatura spessa, marrone, vestito in giacca e cravatta nonostante il termometro, quel pomeriggio di agosto, sfiorasse i quaranta gradi all’ombra. Lei con i capelli biondi chiarissimi, vestita in modo elegante ma non sfacciato, come si addice a una donna d’altri tempi. Li avevo incontrati uscendo dal lavoro, in centro, fermi davanti all’ingresso trafficato della stazione ferroviaria, accanto al loro espositore pieno di copie della Torre di Guardia e di opuscoli in varie lingue. Quel giorno non avevo fretta di tornare a casa e, nonostante fossi fradicio per il caldo afoso, avevo voglia di scambiare due parole con quei simpaticoni.

«Cosa vuol dire, giovanotto?» mi apostrofò l’uomo, con qualcosa di tagliente nella voce controllata.

«La zanzara si nutre del sangue di noi esseri umani» risposi, assumendo il mio tono da professore. «Non solo ci succhia il sangue senza chiederci il permesso, ma inietta pure una sostanza velenosa che ci dà quel prurito insopportabile. Noi, di contro, la schiacciamo volentieri se riusciamo a coglierla. Ma lei è innocente, non può fare a meno di succhiarci il sangue, né di irritarci col suo veleno. Anche lei, la zanzara, segue la stessa legge di autoconservazione che hanno tutti gli animali, noi compresi. Hanno un “cervello”, se così possiamo chiamarlo, semplice, semplicissimo, sono quasi più delle macchine che delle creature viventi, eppure sono programmate per nuocerci. Noi siamo abbiamo lo stesso diritto di difenderci. Voi dite che tutto l’universo è il frutto di un “progetto intelligente”, che le leggi della natura sono stabilite da un Legislatore. Allora vi chiedo: perché il vostro Legislatore, buono, onnipotente e onnisciente, ha creato qualcosa come le zanzare?»

Una risatina nervosa scosse per un attimo lo sguardo fisso della coppia. Forse pensavano che li stessi prendendo in giro. Con tutte le argomentazioni contro Dio che avevano ascoltato nella loro carriera religiosa, forse ero il primo che ne poneva una così semplice e al tempo stesso originale.

«Se potessimo conversare con una zanzara nello stesso modo in cui stiamo conversando noi ora» continuai «potremo trovare un accordo? “Senta, signora zanzara, facciamo così, io non le do la caccia e lei va a pungere qualcun altro”. “Ma dovrei fare un accordo simile anche con l’altra vittima?” mi risponderebbe. “E se mi dice la stessa cosa?”. “Beh, come la mettiamo? Io non voglio darle il mio sangue; non provo piacere a schiacciarla, ma è l’unico modo che ho per difendermi, a meno di non trovare un accordo”. “Ma io devo nutrirmi! Ho diritto anch’io a sopravvivere!”. “Pure noi!” risponderemmo “Metti che ci portate qualche malattia esotica, magari letale, come il West Nile o il dengue?”. “Non lo faccio apposta!”… insomma, capite dove voglio arrivare?»

L’uomo e la donna si guardarono tra loro, pensando di avere a che fare con un tipo stravagante, lontano dal solito provocatore blasfemo.

«Beh, se proprio la vogliamo mettere così, è tutta colpa di Adamo ed Eva…» iniziò l’uomo, mentre la donna annuiva. Si capiva che stavano recitando una risposta preconfezionata.

«Eh no, troppo comodo! Il “progetto intelligente” ha una falla: la zanzara non serve a niente nell’ordine cosmico, è solo un parassita di cui la natura potrebbe fare a meno[1], come l’essere umano stesso del resto. La zanzara, secondo le vostre premesse creazioniste, è “programmata” per nutrirsi in quel modo, non ha scelta. Non è cattiva, però finisce lo stesso ammazzata. È programmata anche per riprodursi in modo incontrollato e, se non avesse dei nemici naturali – tra cui l’Uomo stesso –, finirebbe per riempire il pianeta. Il Pianeta delle Zanzare… sempre il titolo di un B-movie di fantascienza. Ma non ha nessuna colpa: con chi può rifarsela? Con il Programmatore?»

L’uomo stava sudando abbondantemente: era in grande difficoltà e si vedeva. Cominciò a fare strane mosse come chi è sconvolto da un malessere che gli sta attraversando tutto il corpo. Capii che se avessi insistito con la questione della zanzara, avrei finito per metterlo seriamente in agitazione. Anche la signora mi guardava con occhi imploranti che mi indussero a parlare d’altro.

«A proposito di ruoli nella società… quale è la filosofia religiosa dei Testimoni di Geova?» mi decisi a chiedere, giusto per provare a metterli di più a loro agio. Prontamente l’uomo avvio un sermone: «Noi crediamo in un solo Dio e in suo figlio… non riconosciamo la trinità come i cattolici, aspettiamo il ritorno di Cristo in terra a rimettere a posto il caos. Soprattutto per noi non si può né dare né ricevere il sangue degli altri…»

Vedevo che mentre cercava di indottrinarmi, quell’uomo continuava ad agitarsi come se… come se fosse punto da una quantità notevole di zanzare! La donna non batteva ciglio e sembrava non poco preoccupata. Dette uno strattone al braccio dell’uomo come per invitarlo a lasciar perdere e concentrarsi sulla loro attività, che consisteva appunto nella valorizzazione della loro postazione verso il pubblico di passaggio. Ma ora ero io che non volevo lasciar perdere.

«Dunque», ripresi guardando l’uomo dritto negli occhi, «se foste punti da uno sciame di zanzare non potresti farvi curare da un medico, magari del pronto soccorso, che volesse intervenire col bisturi a liberarvi dalle tante gocce di veleno che le zanzare vi avessero iniettato?»

«Giammai! La nostra religione non lo permette ed è giusto così per mantenere la purezza del corpo in attesa dell’arrivo del Messia!»

A questo punto, vedendo la sua agitazione, cominciai a sentirmi come il lupo che addenta l’agnello.

«Per questo vi agitate se parliamo di zanzare e siete inclini a credere che si tratti di un errore del vostro Creatore nella costruzione dell’universo terreno!»

«Il nostro Dio non ha mai sbagliato. Se le zanzare esistono e sono inutili e dannose, questo non può che essere un errore dell’uomo stesso!»

A questo punto fui io che mi sentii in dovere di sbottare.

«Ma come fate a dire una enormità di questo genere per giustificare un atteggiamento sbagliato verso un animaletto come la zanzara? Non sapete a quante cose sono utili nel grande ciclo alimentare dell’universo?»

E qui fui io che assunsi un atteggiamento da sermone, come sono soliti fare loro verso quelli che incontrano i sabati o le domeniche mattine quando, suonando a tutte le porte, vanno a fare il giro di predicazione della loro religione, prendendosi spesso gli improperi della gente che approfitta di quei giorni per dormire un’ora di più. Insomma mi stavo divertendo e non volevo mollare. Ero stato anch’io vittima di qualche scampanellata mattutina, soprattutto quando, da giovane studente, approfittavo dei giorni festivi per dare tutta stecca al sonno.

«Le zanzare hanno un ruolo essenziale negli ecosistemi», recitavo con voce stentorea sventolando il post generato sul mio cellulare alla voce “ruolo delle zanzare”. «sono fonte di nutrimento per pesci, anfibi, uccelli, pipistrelli e ragni, sia allo stato larvale che adulto. I maschi di zanzara contribuiscono anche all’impollinazione di alcune piante, come le orchidee e il cacao, nutrendosi di nettare».

A questo punto saltai a piè pari la parte che parlava delle femmine di zanzara che “sono note per essere vettori di malattie pericolose come malaria, febbre gialla, Zika e dengue”, e andai direttamente alle conclusioni. «Cosa succederebbe in loro assenza? Conseguenze sulla fauna: avrebbe un impatto su molte specie di animali, in particolare sugli uccelli migratori dell’Artico, per i quali le zanzare sono una fonte alimentare primaria. Conseguenze sulle piante: alcune piante, come la pianta del cacao e certe orchidee, potrebbero risentire della mancanza delle zanzare come impollinatori… possibili cambiamenti ecologici…»

Qui mi resi conto che i miei interlocutori erano sempre più nervosi e l’uomo si stava grattando come un forsennato. Soprattutto si stavano fermando sempre più persone, attratte dalle mie letture sullo schermo del telefono. Quando vidi che anche un paio di agenti si stavano avvicinando, decisi che mi ero divertito abbastanza, riposi il cellulare nella tasca posteriore dei pantaloni, fece un cenno di saluto e mi allontanai, lasciando che il piccolo assembramento (la nuova legge diceva che bastavano tre persone per essere qualificato come tale!) si sciogliesse senza destare oscuri sospetti.

Era passata poco meno di una settimana da questo episodio, che mi era servito per rilassarmi e vendicarmi in maniera innocente dalle ripetute rotture dei Testimoni di Geova. Stavo viaggiando in autostrada per lavoro con la radio accesa sul bollettino delle disgrazie in toscana, come chiamavo io quella striminzita parte di informazione relativa alla mia regione. Mi colpì la notizia: “Sono iniziate anche in Toscana le morti dovute al virus Weste Nile di cui sono portatrici alcune zanzare. Ha destato scalpore il rinvenimento di una coppia di morti, che poi sono risultati contagiati da tale virus, trovati nella loro abitazione a Firenze nel quartiere di Novoli completamente ricoperti di punture di zanzara e che non si erano mai recati presso le strutture sanitarie. Da una prima indagine del nostro cronista, risulterebbe che i due erano ferventi seguaci della dottrina dei Testimoni di Geova e che per tale ragione hanno rifiutato ogni medicazione”.

Mentre il cronista dettava le precauzioni da adottare per evitare tale virus, mi trovai a immaginare cosa stavano pensando le zanzare di quello che era successo, loro che molti avrebbero volentieri schiacciato con le mani o con qualche marchingegno elettrico sempre più diffuso nei giardini delle abitazioni. «Non sarà che anche le zanzare conoscono il sentimento della vendetta?», mi dissi, mentre davo un colpo di accelerazione alla mia vecchia auto.


[1] https://www.geopop.it/cosa-succederebbe-se-le-zanzare-scomparissero/

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