WEN – ANGOSCIA – Una farfalla bianca – Terza Agnoletti

Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile

Per la terza volta! Ma dove sei? Che ti è successo?

Quando esci da solo, malfermo sulle gambe, incerto nel passo, mi sento morire. Non è una frase fatta, è realtà. Provo una fitta al torace che mi toglie il respiro.

Vado sul terrazzino e aspetto che la tua macchina passi al di sotto. Seduto dentro il guscio di lamiera mi sembri al sicuro. Vai al bar, pochi passi dalla macchina al bancone. Il caffè è una scusa, potrei fartelo io con la moka. Ma per te è importante incontrare qualcuno, scambiare| un saluto o una battuta scherzosa per sentirti vivo. Sei vecchio come me, anzi più di me, sei legato nei movimenti, hai poco equilibrio. Il bastone non ti dà un grande aiuto. Te ne vai e io aspetto il tuo ritorno, incapace di pensare ad altro.

Oggi su questo terrazzo sono in attesa da troppo tempo, ti cerco di nuovo al cellulare.

Il cliente da lei chiamato…

Perché?

Guardo in basso, nel giardino condominiale, nel passaggio per le macchine, ma non ti vedo arrivare.

Il giardino! Quando eravamo giovani era degno di questo nome, ora è un coacervo di vegetazione disordinata, inselvatichita, dove piante  indesiderate soffocano quelle che un tempo erano coltivate con cura. Sembra una metafora di questa nostra vita attuale.

Una farfalla bianca, un’unica farfalla bianca solitaria svolazza al livello delle erbacce. Si alza per posarsi sui fiori stentati del terrazzo al primo piano. Torna giù.

Mi fa ricordare la collezione di farfalle di nostro zio che mia sorella gettò nel cassonetto dopo la sua morte. Quante ne esistevano allora! Erano di forme e colori magnifici. Noi eravamo concentrati sulla distruzione dei bruchi che infestavano la vegetazione, senza capire la funzione delle forme adulte. Chi impollina più? Solo le api, finché sopravviveranno. Per liberarci dai bruchi stiamo uccidendo la vegetazione. Anche questa è una metafora della mia vita attuale. Il volo di un’unica farfalla non mi rallegra, è segno di rovina, come il giardino, come l’attesa.

Il mio cuore batte al ritmo delle ali di questa piccola creatura. Finché vola lei forse sopravvivo anch’io.

Aspetto da più di un’ora. La farfallina è scomparsa. Quel palpito di vita fresca, quel sorriso della natura non c’è più. Chiudo gli occhi. Riprovo:

Il cliente da lei chiamato…

La macchina! Sta tornando. Non riacquisto vigore, mi devo sedere. Ma perché non riuscivo a contattarti? Non te lo chiederò, non voglio farti sapere quanto mi fai soffrire. Ma perché lo fai?

di Terza Agnoletti

Una risposta a “WEN – ANGOSCIA – Una farfalla bianca – Terza Agnoletti”

  1. Piccola grande guerriera, coriacea e gentile nel contempo, continua a scrivere bene, come tu sai fare!

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