WEN – ANTENATI – Il tesoro di famiglia – SIlvia Taccagni

Aveva tirato a lungo un angolo del tappo.

Tutto inutile; era incastrato. Sicuramente era colpa della ruggine che nel tempo si era formata tutta intorno.

Tirò di nuovo, molto forte. Ancora niente.

Agitò un po’ quella benedetta scatola di latta, credendo di poter capire dal rumore cosa contenesse.

Quel movimento però non produsse nessun suono, come se la scatola fosse vuota.

Eppure lui sapeva che là dentro vi era qualcosa di molto importante e di grande valore.

In quella scatola, gli aveva detto un giorno la nonna, era custodito il tesoro di famiglia, la cosa più preziosa, che era stata tramandata di generazione in generazione.

Era così preziosa che la nonna, una volta arrivato il suo momento, l’aveva riposta in un angolo dell’armadio, sotto una quantità inimmaginabile di biancheria pulita.

Provò di nuovo ad aprirla. Questa volta tirò l’angolo opposto. Ancora niente.

Andò in garage per cercare qualcosa con cui fare leva.

Rovistò tra gli attrezzi del nonno. Trovò un cacciavite che gli sembrò adatto.

Tornò in cucina e infilò la punta del caccaivite sotto il bordo del tappo. Iniziò a forzare.

Spingeva forte, ma ancora nulla.

Poi fece una mossa azzardata e l’arnese scivolò di lato, andandosi a conficcare nella sua mano destra.

Il dolore fu pungente e la quantità di sangue che ne uscì fu copiosa.

Si fiondò in bagno e cercò nell’armadietto sopra il lavandino.

Si disinfettò e poi applicò un cerotto piuttosto risecchito dal tempo, che rimase dove lo aveva posizionato giusto il tempo di tornare in cucuna.

Aveva trovato un paio di forbicine da unghie molto appuntite.

Forse erano proprio ciò che gli serviva.

Infilò anche queste sotto il bordo del tappo e iniziò a dare dei piccoli colpetti.

Sembrava muoversi qualcosa e in effetti di colpo le forbicine si spostarono e gli si piantarono nella mano sinistra.

Il dolore anche stavolta fu lancinante.

Si diresse di nuovo in bagno; si disinfettò ancora una volta e poi si fece una provvisoria fasciatura con un fazzoletto del nonno, di quelli che una volta si usavano per soffiarsi il naso.

Adesso non gli rimaneva che tentare col martello.

Dette dei potenti colpi intorno al tappo e poi anche dal basso in alto lungo il bordo.

Ma quello che ottenne fu un dito schiacciato tra il martello e la scatola.

Il dolore fu da restare senza fiato.

In un attimo l’unghia assunse una tonalità color prugna; sicuramente di lì a pochi giorni gli sarebbe caduta.

Fissò ancora un po’ la scatola, poi rassegnato la poggiò sul tavolo.

Mentre stava per uscire dalla stanza sentì un clic.

Tornò sui suoi passi e prese di nuovo in mano la scatola.

Fece una leggera pressione sul tappo che finalmente si mosse.

Tirò un sospiro di sollievo; tutte quelle ferite di guerra erano servite a qualcosa.

Adesso avrebbe finalmente toccato con mano quel tesoro.

Una volta sollevato il tappo però rimase a bocca aperta.

Non era certo quello, ciò che si aspettava di trovare.

All’interno, adagiato sul fondo vi era uno specchio ingiallito dal tempo, dal valore economico decisamente irrisorio.

Non si capacitava come potesse essere stato considerato così prezioso da aver spinto l’intero albero genealogico della sua famiglia a conservarlo così gelosamente quasi fosse un biglietto vincente della lotteria.

Allora si sporse in avanti oltre il bordo della scatola per cercare di vedere meglio, infilandoci quasi la faccia dentro e finalmente eccolo, quello che cercava era lì a un centimetro dal suo naso; lui.

Vecchia scatola di latta vintage antica vuota da collezione caramelle  biscotti | eBay

di Silvia Taccagni

Una risposta a “WEN – ANTENATI – Il tesoro di famiglia – SIlvia Taccagni”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Speciale! Fantastico!

Rispondi