WEN – ANTENATI – Uguale identico – Serena Taccagni

“Gli occhi di sicuro sono quelli di mio nonno, eh si, lo vedi come sono chiari chiari, quasi color del cielo di primavera al mattino. Mio nonno li aveva così, uguali identici”

“Beh, anche il mio, se è per quello li aveva così. Ora che li guardo meglio, il taglio mi pare più il suo”

“Si ma vedi quel nasino paffuto, tondo tondo che pare un bottone, è della mia nonna materna, e di suo padre prima di lei”

“E quella bocchina minuscola  a cuoricino è un gioiello. Io, da piccola, l’avevo così”

“Chissà come verrà alta. Il padre di mio nonno era un omone di un metro e novantacinque. Diventerà un gigante”.

“E poi guarda che mani grandi, mia bisnonna le aveva identiche. Grandi come quelle di un uomo, era un portento, forzuta e determinata”

“E i capelli chiarissimi, sembra un campo di grano, pochi peli leggeri come mio bisnonno e il suo babbo, uguali, ti dico sembra la fotocopia”

 “E non sta ferma un attimo, diventerà una ballerina come mia cugina e come sua madre, mia zia”

“Sai che io avevo una bisnonna che ballava già nel 1880, ci pensi? Non so se te ne ho mai parlato, era molto brava, me lo raccontava sempre mio babbo. Lei ballava sempre, in casa, nel giardino, nei campi, adorava tutta la musica, chissà che anche la nostra piccola non diventi brava pure lei”

“Si, poi vedi che gambe snelle e lunghe, da parte della mia famiglia siamo tutti così, delicati e aggraziati”

“Guarda cara, l’infermiera ci sta chiamando”

L’infermiera da dietro il vetro sta facendo dei cenni, e con un sorriso raggiante, indica con la testa il piccolo fagottino tra le sue braccia, così diverso da quello che fino a due secondi prima stavano ammirando nella culla accanto a tutti gli altri. Ora che guardano bene il nome sul braccialettino stretto al polso minuscolo e paffuto, è proprio quello che hanno scelto loro, mentre l’altro, quello di prima, no. Si guardano negli occhi, guardano insieme il piccolo esserino cullato nelle amorevoli braccia dell’infermiera

“Bella vero?”

“Si direi una bambola meravigliosa”

“Vedi cara gli occhietti sono di mia mamma, uguali identici, due fessure nere come la notte”

“Si, e la bocca grande e ben disegnata, come quella di mia nonna e le fossette sulle guance paffute come la mia bisnonna, uguali identiche”.

Tutti vogliono prendere in braccio il mio bambino appena nato ma..: alcune  regole di igiene

di Serena Taccagni

Una risposta a “WEN – ANTENATI – Uguale identico – Serena Taccagni”

  1. Avatar MILENA BELTRANDI
    MILENA BELTRANDI

    Fantastico! I neo genitori sono speciali, a me non è mai riuscito vedere la somiglianza con i parenti appena nati, a me sembrano tutti uguali. … e in effetti questo è il sunto.
    Piacevole e simpatico.

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