Mi sogno
allargare le braccia nel vento
che sfoglia i campi vibranti

gonfi di luce
felice.
Mi sogno sotto il vento,
sotto il salice scomposto,
sotto la tua chioma di zafferano arruffata,
sotto i tuoi occhi risplendenti
del potente soffio della vita…
Il vento c’è.
Il salice pure
ma piangente senza te
e io son solo un timido lupo,
l’ultimo lupo della steppa,
che senza redenzione,
odiando quel che ama,
amando quel che odia,
muto in gabbia muore.
Eppure amo la possente
impalpabile
forza del vento
e nel suo soffio mi tuffo
ebbro di potenza.
Respiro l’aria di terre lontane,
respiro il volo degli uccelli,
respiro la vita che lievita il ventre
di antichi velieri fantasmi.
Respiro odori vicini e lontani.
Respiro nel vento e mi levo nel cielo.
Ululo folle alla luna
che mi precipita addosso
mentre salgo veloce nell’aria.
Ululo ebbro alla gabbia
che rimpicciolisce in un ricordo.
Ed ecco che nel vento tu,
tu lentamente d’un tratto,
riprendi e muti forma e aspetto.
Non più nuvola d’oro
ma donna reale ti vedo
e io non più lupo ma uomo
mi scorgo
e nuovo vedo
un mondo preciso stagliarsi
sotto di noi e davanti.
Il vento gentile si placa,
al suolo ci pone
e avanti,
avanti ci spinge,
verso il futuro assieme.
Roma, 22/05/1983; 25/09/1988
Versi tratti da “Spada d’inchiostro” di Carlo Menzinger di Preussenthal


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