WEN – ARIA – Quel qualcosa nell’aria – Silvia Taccagni

Si sentiva una strana elettricità nell’aria; non soffiava un filo di vento e faceva piuttosto caldo.

La luce intermittente, che filtrava attraverso la tenda, la riportò indietro nel tempo a quando, ancora bambina, nascosta sotto le coperte insieme a sua sorella, chiudeva gli occhi per non vedere, attraverso la finestra, quei bagliori nel cielo e tratteneva il fiato, aspettando che passasse il temporale.

E così ora quelle esplosioni cadenzate che invadevano l’aria tutta intorno e che preannunciavano qualcosa di imminente, le fecero rivivere la sua infanzia.

Si sentiva come sospesa, fluttuante, senza riuscire a toccare terra, in attesa che la tensione giungesse al massimo.

Annusò l’aria, ma non sentì odore di terra bagnata, nemmeno in lontananza.

Di lì a poco i bagliori sembrarono attenuarsi, il frastuono placarsi.

Per un attimo smise di respirare. Non poteva essere già tutto passato; c’era ancora quel qualcosa nell’aria che la faceva sentire tesa come una corda di violino.

Poi d’improvviso, ancora una volta, vide da dietro la tenda lampi di luce che rischiaravano a giorno il cielo e l’aria fu nuovamente scossa da suoni a ritmo regolare.

Trattenne di nuovo il respiro, consapevole che era ormai arrivato il momento.

La tenda si aprì ed un bagliore accecante la colpì in pieno; fu costretta a

Gestire la paura dei temporali

strizzare gli occhi ed ebbe appena il tempo di vedere sua sorella lì, seduta in prima fila.

In quel preciso istante, la tensione che, fino a quel momento era nell’aria, si sciolse.

Le sue labbra si allontanarono l’una dall’altra, come il sole dall’orizzonte alle prime luci del giorno e, come per magia, una potente melodia riempì lo spazio tutto intorno.

La sua voce fece vibrare l’aria, insinuandosi in ogni più piccola fessura.

Finalmente il concerto ebbe inizio.

di Silvia Taccagni

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