WEN – BIODIVERSITÀ ED EQUILIBRIO ECOLOGICO – Dove non arriva il vento – Carlo Menzinger

Oltre spazi infiniti,
oltre ere di moto
giungeremo
alla tua asciutta desertica superficie aliena
e saremo immensamente lieti e vivi.
Perché è questo il senso dell’uomo nell’universo.
Perché è questo il Destino dell’Uomo nell’Universo.
Giungeremo sulla tua superficie di sabbia d’oro
e ne faremo la nostra ricchezza.
C’immergeremo
Affamati di terra
in questo tuo deserto di polvere che mangia il cervello,
navigheremo tra onde di sabbia che confondono i sensi,
ascolteremo l’urlo sconosciuto del vento che soffia tra le dune.
Ci beeremo di questo tuo deserto,
che è arsura e sete di giorno
e freddo e stelle di ghiaccio la notte.
Notte blu scura, senza vere tenebre.
Notte di stelle stillanti.
C’innamoreremo di questo tuo deserto
che è abbandono e soffi di silenzio.
Questo pezzo di cielo corposo
È silenzio di pietra scolpito tra terra e cielo.
Noi saremo la sua voce.
Il riso dei nostri bambini lo farà vibrare.
Il tuo deserto è la speranza dell’Uomo.
Il tuo deserto è la speranza della Vita.
Il tuo deserto è la speranza di questa cancro maledetto
che sta distruggendo il suo pianeta azzurro.
La sua seconda opportunità.
La nostra speranza.
E come scimmie antiche
avanzeremo timorosi sulla tua superficie
e scopriremo che il deserto è labbra spaccate dalla sete,
è capelli ricoperti di sabbia,
è dita asciutte come polvere,
è pensieri evaporati nel sole.
Ci toglieremo finalmente le nostre tute spaziali
e, come contadini preistorici,
cominceremo a dissodare e irrigare il tuo suolo
e muteremo il deserto in prato
e il prato in foresta
e la foresta in nuova vita.
Da quando i nostri avi primati per la prima volta il volto alzarono alle stelle stillanti,
questo è stato il nostro destino,
questo è stata la nostra ambizione: il cielo.
E quando saremo al fine giunti sulla tua remotissima superficie,
nostro amato pianeta fratello sconosciuto,
capiremo finalmente la vera spiritualità dell’universo,
il senso e il motivo dell’esistenza dell’uomo:
propagare la vita
là dove non può giungere il vento.

Firenze, 30/04/2007

Tratto da “Il terzultimo pianeta” di Carlo Menzinger di Preussenthal

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