Notte orba di
franto frullo di farfalla
attende traumi tellurici
in silenti abissi siderali
ove è ricordo il virus umano,
desolati deserti devastati,
vestigia di cessate civiltà.
Natura naufraga annaspa
tra le rovine di sé,
leccandosi ferite troppo profonde.
Strisciano serpi e scarafaggi
nel regno che fu del primate arrogante
non più voli d’uccelli,
ma rare bande di bastardi ringhianti
divoranti residui di vita.
Cosa abbiamo fatto?
Cosa stiamo facendo?
Cosa stiamo lasciando?
Quali eredi resteranno
Su questa terra tremante?
Firenze, 23/09/2012
Tratto da “Il terzultimo pianeta” di Carlo Menzinger di Preussenthal


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