
Fin da bambina mi sono sempre sentita la “figlia di…” mia madre che era conosciuta in tutto il paese perché svolgeva un lavoro al pubblico ed era nota per la sua inflessibilità e sicurezza di sé, che in quell’ambiente soprattutto, queste erano doti importanti.
Riservata, sorridente ma difficile a stare agli scherzi, ho sempre dato l’impressione di essere una ragazza seria, chiusa, sorridente ma forse poco allegra e di poca iniziativa.
Ma il mondo si sbagliava.
Chi lo dice che le persone riservate non possono avere un fuoco dentro ed essere vitali?
Sono indomita e spesso preferisco tacere oppure meglio, sorridere agli atteggiamenti stupidi di chi soprattutto si vuole mettere in mostra a tutti i costi, per dimostrare il niente che ha dentro.
Il dolore può annientare, a volte distruggere.
Ma se non è irreparabile, si supera.
Chi ha la mente aperta, forte e chi ha facoltà cognitive funzionanti, si rialza.
Ventitré anni fa sono cambiata, anzi si è modificato il modo di affrontare la vita.
Ero pignola, organizzatrice 360 gradi.
Non sopporto gli stupidi, i vanitosi, gli egoisti ed i maleducati.
Ma adesso vivo alla giornata, per me conta il presente, non guardo al futuro.
Troppo mutevole, incerto, nebuloso.
E mi sento meglio, non ho più il freno tirato, lascio correre.
Il dolore alleggerisce il carattere, dà priorità a ciò che vale veramente.
Arriva il vento e cambia tutto.
Ilaria Borsieri

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