WEN – CAMBIARE -Pedalata dell’amicizia – Brunetto Magaldi

Nell’estate del 1973 partecipai a Viareggio ad una passeggiata in bicicletta denominata “Pedalata dell’amicizia”.

La pedalata si snodava su un percorso di circa 30 chilometri che partendo dallo stabilimento del Principe di Piemonte, attraversava Lido di Camaiore e affrontava la breve salita che, da Pietrasanta, portava a Stazzema.

Ritornava poi sui viali a mare, e si concludeva a Viareggio davanti allo stabilimento da cui era partita.

Era aperta a tutti i villeggianti che la potevano affrontare con le loro biciclette.

Nell’intenzione degli organizzatori non doveva essere competitiva ma offrire un pomeriggio di relax e di svago.

Mi ci iscrissi anche io, in vacanza a Viareggio, ma non avendo a disposizione una bicicletta, ne noleggiai una da un biciclettaio della pineta.

I velocipedi, messi a noleggio nella pineta, hanno dovuto superare negli anni innumerevoli battaglie affrontando i tanti villeggianti, più o meno imbranati, che li hanno utilizzati e ne risentono le conseguenze.

Io ne scelsi uno dei meno scalcagnati soprattutto perché era l’unico dotato di cambio, il vecchio cambio Campagnolo che i ciclisti non più giovani ricorderanno.

Cambio.

Cambiare è un verbo transitivo a cui possono seguire innumerevoli complementi oggetto dai più comuni ai più sofisticati.

Cambiare la cravatta, la macchina, il marito (o la moglie), il luogo di villeggiatura, o anche cambiare abitudini, il modo di comportarsi, cambiare lavoro ecc.

Ma se a un ciclista, professionista, dilettante o anche semplice amatore si suggerisce il termine cambiare, il complemento oggetto più gettonato sarà il “rapporto”.

Cambiare rapporto vuol dire spostare la catena dalla ruota dentata più piccola per la pianura, a quella più grande per la salita (o viceversa) passando da tutte le ruota intermedie.

Tornando alla pedalata, nella estemporanea e improvvisata compagnia di una ventina di ragazzi e ragazze che si era formata chiacchierando e scherzando, giunsi ai piedi della salita che portava a Stazzema.

Azionando sulla levetta del cambio mi apprestai a inserire il rapporto da salita.

Ma la catena, invece di cambiare ingranaggio saltò completamente.

Fui costretto a fermarmi e imbrattandomi di morchia le mani rimisi al suo posto la catena e, staccato ormai dalla mia compagnia, ripresi la pedalata.

Giunto al culmine della salita mi gettai nella non difficile discesa che mi avrebbe riportato sui viali a mare.

(fatemi dire che, con la bicicletta, è una goduria gettarsi in una discesa dopo aver affrontato una salita!).

Ma al termine della discesa che ti trovo?

Un marcantonio in canottiera che, credendo (forse in buona fede) di far piacere ai ciclisti, li innaffiava abbondantemente con secchiate di acqua gelida.

Mi innaffiò completamente e, bagnato come un pulcino, mi accinsi a completare la pedalata sui viali che portavano a Viareggio.

Mi aggregai ad una altra dozzina di ragazzi e, in vista dello striscione che segnalava la conclusione della pedalata, si risvegliò il mio spirito agonistico e mi ripromisi di precederli tutti in volata.

E pertanto, ad un centinaio di metri mi accinsi a cambiare nuovamente il rapporto.

La catena saltò un‘altra volta e fui costretto a tagliare il traguardo trascinando a mano il mio scalcagnato velocipede fra i commenti e gli applausi ironici dei tanti villeggianti radunati per assistere all’arrivo dei pedalatori.

Si concluse così la mia pedalata e, il giorno dopo, grazie alla secchiata di acqua gelida che mi era stata generosamente propinata, mi ritrovai a letto con 40 di febbre.

Brunetto Magaldi

P.S. A ricordo della pedalata peraltro, dopo l’arrivo mi fu consegnata la medaglia che riproduco qui di seguito.

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