
Di carestia parla la tua bocca
Di popoli lontani e soggiogati,
Ma delle mani la tua pelle secca
Altri pensieri esprime inaspettati.
Ciascun vivente legge di natura
Affida alle vacche grasse e magre:
Le prime finché giovinezza dura,
Le macilente quando l’età sale
E il sangue da irruento e corridore
Si fa vischioso e procede lento
E trascinarsi con fatica suole.
Sempre ogni vita è variar vivendo
Il mondo muta il mondo si commuta
Ma tutto trita e travolge il tempo.
Miriam Ticci
Schema metrico: Sonetto con rima alternata nelle due quartine ABAB CDCD e incrociata EFE-FGF nelle terzine.

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