A W.B. Yeats (La Torre)
Hai quarant’anni amico mio
Dei miei vent’anni
E lei ne ha altri venti
Di meno almeno
Di te e di me e di noi allora
Vent’anni sono anni ventosi
Mossi da tormente e tormenti
Scossi da uragani e ormoni
Anni di passioni, d’odii e d’amori
Futili e fuggenti
Fumosi e furiosi
Quale segreta essenza suggere vorresti
Dalla sua giovanile ebbrezza?
Forse gli anni trascorsi improvvisi
E per sempre perduti?
Forse il suo amore selvaggio
Vorresti?
Forse il suo amore inaddomesticato
Vorresti?
Forse il suo amore incolto
Per farne un orto
Un giardino
Un parco
Un terreno edificabile
Su cui costruire quel che resta del tuo futuro
La famiglia cui non pensavi
La famiglia che scopri non avere
Più e mai?
È il suo amore selvaggio
Che non ha conosciuto dolori
Amori, batticuori, delusioni, passioni
Amore bambino di fanciulla
Troppo facile preda
Inesperta
E selvaggia
E appassionata
Come noi
Quando lei non c’era ancora
Al mondo.
Firenze, 16/10/2002

Da “Sangue blues” di Carlo Menzinger di Preussenthal

Rispondi