
Con leggerezza inaudita cenere
danza nell’aria e rotea e s’allarga
Infinita tra i raggi del sole che
Nascendo ne sfiora, ora un atomo
Grigio rotondo che di luce brilla,
Ora lo stelo verde che lo accoglie
Col suo profumo di menta sgualcita
Ed in silenzio il narrar ne coglie
Di quel che un tempo fu e più non è:
Trasmutare eterno di cosa in cosa
Del carro ruota che, ogni momento,
Mai l’identico punto tocca al suolo,
Sullo scoglio spumeggiante onda che
Mai s’infrange e sboccia in eguale modo.
Miriam Ticci – MITI
Schema metrico: Sonetto di endecasillabi sciolti.

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