
David si rotolava tra le strisce pedonali
Se le arrotolava attorno al collo
David nel fango lavava i suoi bicchieri
David brindava con i bicchieri colmi di fango
Brindava alla luna stralunata
David, nonostante strisce e fango
Un fandango libero ballava
Nella sua bolla di nulla
Che volava sempre più lontano
Lontana dal mondo
Lontana dai negozi dispersi
D’un’infanzia mai avuta
Che non può esser comprata
Neanche dal magico rigattiere di sogni
Che vende il domani in bottiglia
David cercava
Cercava l’Isola che non c’è
La cercava nella fanghiglia
La cercava oltre l’ultima stella a sinistra
David cantava
Cantava con voce maldestra
Con note fangose
Goccianti
Sul fondo della bolla
Sul fondo del nulla
Che lo portava via
Che lo portavano via
David ballava
Nel via vai
Nel tran tran
Della tramvia del tramvai.
David correva
Con le strisce pedonali al collo
E come antico cavaliere
Le distendeva per te
Per fare passare te
Dolce donzella
Bella fanciulla
Goccia di stella
Le auto fermavano il loro andare
E ti lasciavano passare
Come biblico mare
David ti sorrideva melmoso
Ma il tuo sguardo non coglieva
I suoi occhi velati
Da strati di mondo rappresi
Vedevi soltanto un mucchio di fango
Che veloce ballava
Ballava un fandango
Non sentivi il suo cuore
Cigolare per te
Cigolare “io piango”.
Altera e maestosa
Impossibile sposa
Passavi sulle strisce del collo
Di questa timida zebra gocciante
Luride lacrime laceranti
Laceranti il suo petto
Di ballerino perfetto
Che vola via
Via lontano
Oltre il via vai
Oltre il tran tran
Della tramvia del tranvai.
Firenze, 17/05/2001

Rispondi