
Nina vive da sola in una casetta con un po’ di giardino, in periferia di una piccola città. È in pensione da anni e riempie le giornate con la sua gatta Giulietta e un modesto laboratorio di lavori a maglie. Da settembre a dicembre prende ordinazioni per fare coperte e altro.
Spesso quando va a fare la spesa al mattino incontra Rosa, la signora che abita di fronte. Nina non è un tipo socievole, già parlare con i suoi clienti le pesa, figuriamoci se si mette a chiacchierare con i vicini. Ma questa signora silenziosa con la sua solitudine l’attrae tanto, perciò la saluta molto volentieri. Tutte e due alla stessa ora di mattina vanno al supermercato. Più o meno hanno gli stessi orari di pasti e di programmi televisivi. Come se fossero l’una lo specchio dell’altra. Ma non si frequentano, giusto un saluto, dice Nina convinta a Giulietta. La gatta è più socievole, frequenta tutto il vicinato e ha una discreta fama e rispetto tra gli atri gatti e loro padroni. “Oh, guarda chi si vede, Madame Giulietta” ripete Romeo, il gatto
È più di una settimana che Nina non vede Rosa, ed è strano. Le persiane sono chiuse e Nina sa che quando la vicina esce lascia sempre una lucina accesa nel corridoio.
È estate e fa caldo, è la stagione delle vacanze, anche se lei e la vicina è da anni che non vanno da nessuna parte. Non vanno neanche in piazza nel paese, dove il sindaco ha messo su un tendone con tutto il comfort per gli anziani. Dai giochi da tavolo alla piccola libreria, a due frigo bar e i pannoloni gratuiti. Ma Nina pensa che sia offensivo organizzare una sorta di ‘asilo nido’ per gente che una volta era un peso per la società e ora viene trattata da incapace. Chi ci sta con la testa trova modo per campare. Per fortuna lei non ha ancora bisogno di essere accudita. Più avanti si vedrà.
Passa un’altra settimana e ancora nessuna traccia della vicina. La casa è immersa nel buio e solo di notte si vede la lucina rossa della caldaia accesa in cucina. “Tu che ne pensi Giulietta?”, domanda Nina alla gatta che la guarda incuriosita. “Sarà partita per una vacanza? Non mi ha accennato nulla. È vero che non parliamo tanto ma almeno ogni volta che andava dal dottore me lodiceva”, dice infastidita.
Il giorno dopo Nina va al cancello della casa di Mario e Lisa che sta di fianco alla casa di Rosa.Non ci sono. Di solito i figli dal 14 giugno al 14 settembre li spediscono insieme ai nipotini al mare. Dopo di che va al cancello della casa dei Sorbi, dall’altro lato. Risponde Cecilia che come tutti gli adolescenti non sa nulla di nulla. Comunque è gentile e dice che chiederà ai genitori.
“Aspetto altri tre giorni e poi vado dai carabinieri. Che ne pensi Giulietta?” La gatta miagola e si allontana. Il pomeriggio passa di nuovo dai Sorbi e la signora dice che non sa assolutamente nulla con tono scorbutico e se ne torna in casa.
Tre giorni dopo Nina va dai carabinieri e denuncia la scomparsa della vicina. Ovviamente nessuno la prende sul serio e lei se ne torna a casa a malincuore.
Passa l’estate e poi l’autunno. Agli inizi dell’inverno un giorno bussano alla porta. Nina apre e vede due carabinieri che le chiedono della vicina. Raccontano che un parente remoto della donna da un po’ di tempo la sta cercando ma non la trova. Rosa è del sud e non ha parenti in città, eccetto il marito che era morto qualche anno prima. Nina ripete loro le stesse cose che aveva detto al momento della denuncia. I carabinieri ringraziano e se ne vanno. Il giorno dopo tornano insieme a vigili del fuoco. In un batter d’occhio il viale si riempie di vicini curiosi. Giulietta è in prima fila.
I vigili aprono la porta ed entrano. Ispezionano tutta la casa. A prima vista non manca nulla. La casa è candida. In cantina trovano dentro al congelatore il corpo di Rosa rigido con una ferita profonda in testa. Arrivano il medico legale, la polizia e il procuratore. Tutto il vicinato rimane sbalordito.Sotto gli occhi indifferenti di tutti è stato consumato un omicidio.
Nina è disgustata, va al comando e protesta. Ribadisce che tre mesi prima quando ha rivolto a loronessuno le ha voluto credere e l’hanno rimandata a casa. E intanto è avvenuto l’ennesimo femminicidio in silenzio.
Ancora oggi nessuno sa il perché di quel delitto. Nina non si dà pace. “Troveremo noi l’assassino,Giulietta”, ripete alla gatta ogni volta che guarda la casetta di Rosa.

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