Il Vecchio Crow giaceva immobile sul letto. La sola dimostrazione che non aveva ancora raggiunto gli Antenati era il movimento, anche se debole, del suo petto che si alzava e abbassava per il respiro. Ma non sarebbe durato ancora a lungo. I suoi parenti lo sapevano, ma lui, nonostante la vecchiaia e la malattia, ne era maggiormente consapevole.
Con tutte le forze che aveva in corpo aprì gli occhi e volse la testa di lato per guardare la sua famiglia, raccoltasi nella sua stanza, timorosi di perderlo mentre erano affaccendati in tutt’altro.
<Por….tate….mi…..il……pe….yo…..te>
Non tutti capirono. Chi lo fece scosse la testa.
<Papà, a malapena riesci a parlare. Lascia perdere quella roba. Riposati>
Ma il Vecchio Crow, nato quando ancora i Nativi Americani erano disprezzati dalla società ed erano gli antagonisti preferiti dei film western, non si sarebbe fatto dire cosa fare da suo figlio negli istanti prima di raggiungere il Grande Spirito. <Ness….un….ri….po….so……mi……gua…..ri…….rà>
Fece una pausa per prendere un lungo respiro. <Ora…….por……ta……mi……il…..pe…..yo…..te>
Il figlio fece uno sguardo rassegnato. Aveva sempre provato repulsione per quelle usanze tribali e primitive di suo padre, secondo lui buone solo per i giovani scemi più predisposti a sballarsi in modo sempre diverso, fingendo, nel caso della mescalina, di interessarsi agli usi e ai costumi dei Nativi. Ma non voleva che il Vecchio pensasse male di lui negli ultimi istanti della sua vita, e su una cosa aveva ragione: un cancro a ottantotto anni non può essere sconfitto semplicemente dormendo.
Uscì dalla stanza lasciando che fossero gli altri familiari a vegliare il trapasso dell’anziano genitore, per tornare meno di un’ora dopo con tutto l’occorrente.
Per via del suo scarso interesse verso cose come queste, il giovane Crow non era molto bravo a preparare la soluzione, ma se ne disinteressò. Riteneva che a suo padre non interessasse tanto il rituale quanto la sostanza in sé, l’unica in grado secondo lui di alleviare la sofferenza della sua condizione. Il Peyote, diffuso tanto nei territori del Messico quanto tra molte tribù delle Grandi Pianure, era usato anche come farmaco, oltre che come mezzo per ricongiurgersi con spiriti e divinità, in un’epoca in cui medico e sacerdote erano ancora la stessa identica cosa.
Mise la pianta dentro il bicchiere, fece pressione con un cucchiaio per far uscire il succo, vi versò dall’acqua e girò il tutto.
<Spero di non aver fatto un disastro> disse il giovane Crow avvicinandosi ai bordi del letto e preparandosi a prendere la testa del padre per aiutarlo a bere.
Il Vecchio non disse nulla. Senza aprire gli occhi aspettò che la bevanda fosse portata alle sue labbra, dopodiché bevve avidamente senza preoccuparsi di soffocare. Poi si distese sul cuscino nuovamente e aspettò.
Fortunatamente non dovette attendere a lungo.
Era di nuovo nel deserto, come quando era ancora un ragazzino e suo padre lo portava fuori dalla riserva. Ma questa volta, in mezzo a tutte quelle pietre, cactus, canyon e raggi del sole, era da solo, e decisamente adulto, come testimoniavano i suoi lunghi capelli bianchi che arrivavano fino alle spalle e il suo viso deperito e trasformato in una ragnatela di rughe. Ma ora che si trovava nel deserto non sentiva il peso degli anni, ma nuovamente vigoroso, forte e capace di far tremare la terra come accadeva quando si lanciava al galoppo sotto il sole cocente.
<Bentornato amico mio. Sono anni che non ti vedo>
Il Vecchio Crow passò dal guardare sè stesso ad un punto imprecisato davanti a lui.
Un coyote lo stava fissando.
<Spirito Coyote, sei venuto a prendermi per portarmi dove riposano i membri del mio popolo che se ne sono andati prima di me?>
L’animale lo fissò. <Sei tu ad essere venuto. Sei stanco di stare con la tua famiglia?>
Il Vecchio Crow scosse la testa. <Rimarrei con loro per altri mille anni se il mio corpo me lo permettesse, ma anche solo respirare mi provoca un grande dolore. Il mio tempo è passato>
Il coyote alzò la testa ed emise uno dei suoi latrati. Era triste e acuto al punto da sembrare un urlo umano. <Sento la tua sofferenza, ma la tua vita non è ancora giunta alla fine. Se vuoi rivedere i tuoi antenati prima del tempo, dovrai fare un gioco>
Il Vecchio Crow lo sapeva che sarebbe andata così. Il Coyote ha sempre interpretato il ruolo dello spirito ingannatore e giocherellone. <E in che cosa consiste questo gioco?>
Il coyote gli sorrise. <Dovrai prendermi>
E si mise a correre, come un cagnolino in attesa di giocare con il padrone.
Il Vecchio Crow sorrise. <E sia> e si mise a correre a sua volta.
In quel posto, lontano dal suo letto, senza i dolori e lo sguardo dei suoi familiari, si sentiva davvero più forte. Forse l’avrebbe raggiunto.


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