
Laura e Marcello avevano raggiunto il prestigioso traguardo dei cinquant’anni di matrimonio
Cinquanta anni che, sostenendosi e sopportandosi a vicenda nel lungo cammino della vita, fra i tanti momenti gratificanti ma anche fra i tanti momenti difficili incontrati, sembravano a loro essere volati.
La loro unione era stati allietata in rapida successione da quattro figli, due maschi e due femmine che, a loro volta, li avevano gratificati di sei nipoti che ormai veleggiavano fra gli undici e i quattordici anni.
Per festeggiare le loro nozze d’oro, tutto il clan si era ritrovato al ristorante con giardino “Il vecchio mulino” nella immediata periferia della città.
Una lunga tavolata con sedici commensali di tre diverse generazioni.
Il ristoratore aveva fatto del suo meglio per celebrare la ricorrenza, servendo le più prelibate specialità della casa alle quali tutti avevano fatto onore, anche se, Marcello, controllato strettamente da Laura, aveva dovuto limitarsi su alcune pietanze e, soprattutto, sul dolce che aveva chiuso il pranzo, per ragioni di glicemia, di colesterolo e di chissà quant’altro.
Alla fine del pranzo il ristoratore, complimentandosi ancora con i due festeggiati, come omaggio della casa, aveva stappato alcune di bottiglie di spumante per un brindisi al quale si erano uniti anche lo chef e la giovane cameriera di sala che li aveva serviti.
Alzatisi da tavola, dopo le tante foto singole, di coppia e di gruppo scattate con i cellulari, tutti si erano trasferiti nel giardino anche per consentire la consueta pennichella ai due anziani sposini.
Gli uomini che, in un angolo del giardino, avevano scovato un campo di bocce, avevano iniziato una accanita partita, e le signore sedute su un tavolino all’aperto sotto il tendone del ristorante, si erano accinte a cimentarsi in una partita a burraco.
I ragazzini, dopo una sfida a nascondino, accantonati per una volta i loro telefonini (miracolo!) avevano deciso di partecipare ad una caccia al tesoro organizzata dal più grande di loro.
Laura e Marcello si erano seduti, sonnecchiando una accanto all’altro, su una comoda panchina, sotto l’ombra di un secolare ippocastano che li proteggeva dai raggi del sole.
Marcello passò affettuosamente un braccio sulle spalle della sua Laura e le sussurrò:
<<Cinquanta anni, nella buona e nella cattiva sorte, nella salute e nella malattia, come ci disse il sacerdote quando ci siamo sposati! Ci siamo voluti bene e, nella buona e nella cattiva sorte, sono stati comunque anni felici, vero cara? >>.
Poi, indicando i giocatori di bocce, le giocatrici di burraco ed i ragazzini che si rincorrevano fra i vialetti, nella giocosa confusione ritmata dai colpi secchi delle bocce, dalle risate delle signore e dagli strilli dei ragazzini, aggiunse: <<Avresti mai immaginato che avremmo dato origine a tutto questo, quando, nel buio della sala, dove ci eravamo recati per vedere il film “L’ultima neve di primavera” ci siamo scambiati il primo bacio?>>
di Brunetto Magaldi

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